Coronavirus, gli USA si preparano al peggio: Apple chiude tutti i suoi negozi per ‘minimizzare la distanza sociale’

Donald Trump, si "prepara al peggior scenario" della pandemia del nuovo coronavirus, che finora ha causato la morte di 50 person,

MeteoWeb

Donald Trump, si “prepara al peggior scenario” della pandemia di Covid-19, che finora ha causato la morte di 50 persone e almeno 2.430 casi in 49 stati, secondo i dati riportati dalla Cnn basandosi su dati provenienti da agenzie sanitarie locali, governi e Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie. I funzionari del Dipartimento sanitario di New York hanno annunciato il secondo decesso per il Coronavirus. E’ un uomo di 65 anni di Suffern, a nordovest della citta’, che aveva “seri problemi di salute”. E’ morto giovedi’. La prima vittima ufficiale e’ una donna di 82 anni, malata di enfisema, che viveva a Brooklyn. Nello Stato di New York i casi registrati sono 524.

In una conferenza stampa alla Casa Bianca, il presidente Usa ha dichiarato di essersi “sottoposto ieri sera al tampone per il nuovo coronavirus” nonostante l’assenza di sintomi. I risultati non sono ancora arrivati. Intanto, con la dichiarazione dello stato di emergenza il capo della Casa Bianca ha confermato “che ci sono 50 miliardi pronti per affrontare la pandemia“. Ha confermato il bilancio di cinquanta decessi e ha esteso alla Gran Bretagna e all’Irlanda il bando che blocca i viaggi verso gli Usa dai Paesi europei. Il divieto scatterà alle 5 (ora italiana) di domani, 15 marzo. D’ora in poi la Casa Bianca prenderà la temperatura a “tutte le persone a stretto contatto” con Trump e il suo vice presidente Mike Pence, “come precauzione” contro il contagio. Trump nei giorni scorsi era stato in contatto con almeno un brasiliano, membro dello staff del presidente Jair Bolsonaro, risultato poi positivo al coronavirus. E durante la conferenza stampa di ieri alla Casa Bianca ha più volte stretto le mani per i saluti, andando contro le raccomandazioni sulla salute ormai note a tutti.

coronavirus
Credit: Johns Hopkins University’s Centre for Systems Science and Engineering

Apple chiude per due settimane, fino al 27 marzo, gli oltre 500 negozi monomarca che possiede nel mondo, a eccezione dei 42 Store in Cina, gia’ chiusi per un periodo e ora riaperti. L’obiettivo e’ cercare di porre un freno all’epidemia di coronavirus; un’emergenza che si sta facendo sentire anche negli Usa e per cui la compagnia californiana si e’ impegnata a donare 15 milioni di dollari. Ad annunciare la scelta, a mercati chiusi, e’ il Ceo Tim Cook. “Nei nostri luoghi di lavoro e comunita’ dobbiamo fare tutto il possibile per prevenire la diffusione del Covid-19”, ha scritto su Twitter. Dunque “Apple chiudera’ temporaneamente tutti i negozi al di fuori della Cina”.

In Italia i 17 Apple Store erano in realta’ gia’ stati chiusi mercoledi’ scorso, sulla scia del decreto del premier Conte che ha spento momentaneamente le insegne di tutti gli esercizi commerciali non indispensabili. In una lettera pubblicata sul sito di Apple, Cook spiega che l’esperienza in Cina e’ stata fondamentale per “sviluppare le pratiche migliori”. Una delle lezioni apprese nel Paese che per primo ha affrontato il Covid-19, si legge, “e’ che il modo piu’ efficace per ridurre al minimo il rischio di trasmissione del virus e’ ridurre la densita’ e massimizzare la distanza sociale“.

coronavirus europaApple non e’ il solo colosso tecnologico a scendere in campo nella lotta al coronavirus, che vede impegnati tutti i Big Tech con donazioni e una serie di contromisure. Oltre al telelavoro, che Twitter ha reso obbligatorio, Google, Facebook e Amazon hanno dichiarato guerra alle pubblicita’ di mascherine, spesso vendute a prezzi esorbitanti, e agli annunci di prodotti che millantano cure prodigiose. Facebook ha avviato una raccolta fondi con l’Oms e ha messo sul piatto 20 milioni di dollari. E in casa Microsoft Bill Gates – che cinque anni fa, in una sorta di profezia, aveva messo in guardia sui “virus altamente contagiosi” come minaccia globale piu’ pericolosa dei missili – ha appena lasciato il cda dell’azienda per dedicarsi alla filantropia con la sua fondazione, che ha donato 50 milioni a un gruppo di societa’ farmaceutiche e biotecnologiche per accelerare la ricerca sul coronavirus.