Coronavirus, la Gran Bretagna pensa al peggio: “Potrebbero esserci già 10.000 contagiati”

La paura è tanta: il numero di persone contagiate dal Coronavirus nel Regno Unito potrebbe essere già ora tra 5.000 e 10.000

Nonostante la Gran Bretagna sia stata l’unica nazione Europea “graziata” dalla chiusura dei voli da e per gli Usa attuata da Trump, la situazione coronavirus non sembra essere delle migliori neanche lì.

In realtà la paura è tanta: il numero di persone contagiate dal Coronavirus nel Regno Unito potrebbe essere già ora tra 5.000 e 10.000. Lo ha detto il capo consigliere scientifico del governo britannico, Patrick Vallance. “Le azioni che dobbiamo intraprendere sono ritardare il picco e spingerlo verso il basso”, ha rimarcato, citato dai media britannici.

Sono saliti a 10 i morti per Coronavirus in Gran Bretagna. Lo ha reso noto l’ufficiale medico capo d’Inghilterra, Chris Whitty, annunciando altri due decessi, avvenuti a Londra. Entrambi avevano problemi di salute pre esistenti, riferisce il Guardian.

Auto isolamento per una settimana per chiunque abbia febbre alta e tosse nel Regno Unito da oggi, e per l’intera famiglia dai prossimi giorni. Lo ha annunciato Boris Johnson, escludendo invece per ora la chiusura delle scuole, salvo specifiche raccomandazioni caso per caso, e limitandosi a raccomandare lo stop delle gite scolastiche per tutti, nell’ambito del passaggio dalla fase del contenimento a quella del rallentamento dell’emergenza coronavirus. Emergenza destinata a durare per “diversi mesi”, ha detto il premier.

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Johnson ha spiegato che al momento l’obiettivo delle autorità britanniche è quello di cercare di allontanare l’ondata dei contagi verso il picco di almeno “due settimane”, per consentire al sistema sanitario di reggere all’impatto. L’emergenza coronavirus è la peggiore crisi sanitaria “da generazioni”, una “pandemia” che continua a diffondersi “nel mondo e nel Regno Unito”, ha riconosciuto il primo ministro, insistendo tuttavia su un approccio graduale delle restrizioni e invocando a sostegno di questa linea “la raccomandazione scientifica” dei consiglieri medici del governo.

Raccomandazione che al momento non considera necessaria nel Paese una chiusura generalizzata di scuole e università, come invece deciso a partire da domani dalla vicina Irlanda. Johnson non ha inoltre evocato uno stop ai raduni di massa, annunciato viceversa nello stesso Regno dal governo locale della Scozia. Il consigliere scientifico, sir Patrick Vallance, e il chief medical officer, Chris Whitty, l’hanno spalleggiato, confermando – data la situazione attuale britannica – la necessità di puntare per ora a prendere tempo e di cercare di “abbassare il previsto picco” di contagi. E rinviando più in là la possibile adozione di misure come quelle “italiane o di altri Paesi”.

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La Scozia anticipa tutti e annuncia anche per il resto del Regno Unito il passaggio formale dalla fase del ‘contenimento’ a quella del tentativo di ‘rallentamento’ del Coronavirus. Lo rende noto la first minister scozzese Nicola Sturgeon da Edimburgo, prima delle dichiarazioni attese a Londra dal premier britannico Boris Johnson a conclusione di una nuova riunione ad hoc del comitato d’emergenza Cobra. La nuova fase non comporta tuttavia la chiusura delle scuole, almeno stando a quanto reso noto dalla Scozia, bensi’ solo il divieto di raduni di massa sopra le 500 persone (da precisare nei dettagli) a partire da lunedi’ e lo stop a tutte le gite scolastiche. Prevista invece l’indicazione di restare a casa in auto-isolamento per una settimana rivolta a tutta la popolazione in presenza di sintomi anche generici quali febbre e tosse persistente. Sulla stessa linea il governo locale del Galles, con l’attesa del picco di contagi fra 7 settimane.

 “Attualmente siamo su una traiettoria che sembra circa quattro settimane dietro l’Italia e alcuni altri Paesi in Europa”. Lo ha affermato Sir Patrick Vallance, il consigliere capo scientifico del governo britannico, spiegando che in termini di numeri totali di casi, “è molto più probabile che al momento abbiamo tra le 5.000 e le 10.000 persone contagiate” nel Regno Unito. “Questo è ancora un numero relativamente piccolo”, ha aggiunto.