“Lo ‘stare a casa’, imposto dai provvedimenti restrittivi, di sicuro sta esponendo molte meno persone ai pollini. L’uso diffuso delle mascherine, anche di quelle chirurgiche, può aiutare ad evitare che gli allergeni, di dimensioni maggiori a quelle di un virus, possano raggiungere le vie aeree. Va anche sottolineata la riduzione dell’inquinamento veicolare che tende ad aggravare la patologia respiratoria”. A spiegare uno dei pochi effetti collaterali positivi legati all’emergenza coronavirus, cioé il possibile calo delle allergie stagionali, è Gianenrico Senna, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), e direttore dell’Unità Semplice Dipartimentale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Integrata di Verona, Centro di riferimento del Veneto per la lotta alle allergie.
Le allergie da pollini sono in costante aumento nella popolazione e si stima ne soffra un italiano su 4: “Il periodo in cui si manifesta l’allergia – spiega l’esperto – dipende dal tipo di polline verso cui si è sensibilizzati. Le graminacee, per esempio, iniziano a fiorire ora e per questa primavera la previsione è legata a minori crisi allergiche. Ma la diminuzione dei sintomi delle allergie non deve indurre a trascurare le terapie farmacologiche che devono essere seguite con regolarità, secondo la prescrizione dello specialista.
E’ inoltre importante sottolineare che i cortisonici inalatori rappresentano un presidio farmaceutico molto importante per allergici e asmatici non hanno alcun effetto negativo e non espongono a un maggior rischio di complicazioni da Covid 19. E’ infatti molto importante per gli allergici evitare crisi asmatiche che possano comportare accessi ai Pronto Soccorso”, conclude Senna. Attenzione anche alla pulizia degli ambienti, visto che due italiani su 10 soffrono di allergie agli acari della polvere. Per questo motivo è necessario arieggiare gli ambienti aprendo spesso le finestre e pulire accuratamente la casa, soprattutto letti, divani, moquette e tappeti, facili ricettacoli di polveri e dunque di acari, segnala la società scientifica.



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