Coronavirus, il cardiologo Romeo: “Il timore di chiamare l’ambulanza sta incrementando le morti per infarto”

"Ogni 10 minuti di ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell'infarto, la mortalità aumenta del 3%. Se ritardo mezz'ora, quindi, muore il 10% in più dei pazienti"

“Si stanno vanificando in queste settimane 20 anni di campagne d’informazione che evidenziavano l’importanza di rivolgersi subito al pronto soccorso in caso di segnali di infarto, come dolore al petto e difficoltà a respirare: eppure, ogni 10 minuti di ritardo nella diagnosi e nel trattamento dell’infarto, la mortalità aumenta del 3%. Se ritardo mezz’ora, quindi, muore il 10% in più dei pazienti”. Lo evidenzia Francesco Romeo, direttore Uoc Cardiologia e cardiologia interventistica del Policlinico Tor Vergata di Roma, che all’AdnKronos Salute ha lanciato un allarme: “Il timore di chiamare l’ambulanza o di recarsi in ospedale pur in preda ai sintomi di un attacco di cuore sta facendo registrare un calo fino al 40% degli accessi per infarto ai pronto soccorso italiani, a causa della paura di essere contagiati dal coronavirus”.

“Attraverso campagne informative promosse dalla Fondazione italiana cuore e circolazione che presiedo, con la collaborazione della Società italiana di cardiologia (Sic) – ricorda Romeo – sono anni che cerchiamo di sensibilizzare gli italiani sull’importanza di un intervento precoce per ridurre al minimo i danni da infarto. Ad esempio con lo slogan ‘Ogni minuto conta’, che evidenzia proprio quanto sia prezioso ogni attimo per salvare la vita di chi subisce un infarto. Mentre stiamo vedendo pazienti che si sono tenuti i sintomi anche 5 giorni prima di decidersi a venire in ospedale. Tutto per il timore di essere contagiati dal nuovo coronavirus”.

“Noi dobbiamo dire a questi pazienti che non devono avere paura e che devono subito recarsi nei centri di riferimento specializzati che trattano centinaia di casi ogni anno, perché tutti si sono attrezzati con percorsi separati dedicati”, garantisce lo specialista. Romeo ricorda quali sono i segnali principali di un attacco di cuore: “Dolore toracico, che qualche volta si può associare a dispnea. Questa è la sintomatologia primordiale, chiamata di ‘chest discomfort’, che deve allarmare in particolar modo chi è ad alto rischio di infarto, come pazienti con coronaropatia, ipertesi o diabetici”.