Coronavirus, l’Iss conferma: “Il virus circola da fine gennaio, malati di Codogno già di seconda o terza generazione”

"I primi casi sintomatici risalgono alla fine di gennaio". E' quanto emerge dall'indagine epidemiologica condotta dall'Istituto Superiore di Sanità

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La trasmissione dell‘infezione da Sars-Cov-2 “è avvenuta in Italia per tutti i casi, ad eccezione dei primi tre segnalati dalla Regione Lazio che si sono verosimilmente infettati in Cina“. Lo suggerisce l’indagine epidemiologica condotta dall‘Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), contenuta nell’approfondimento che verra’ pubblicato a partire da oggi il martedi’ e il venerdi’ sul sito Epicentro dell’Iss.

“I primi casi sintomatici risalgono alla fine di gennaio”. E’ quanto emerge dall’indagine epidemiologica condotta dall’Istituto Superiore di Sanità.“La data di inizio sintomi è al momento disponibile solo in 4.555 dei 8.342 casi. Questo può essere dovuto al fatto che una parte dei casi diagnosticati non ha ancora sviluppato sintomi e/o dal mancato consolidamento del dato stesso”, spiega.

E’ stata poi segnalata dalla Regione Lombardia, rileva l’Iss, “una persona di nazionalità iraniana, tuttavia non è stato indicato dove possa essere avvenuto il contagio anche se la persona si è verosimilmente infettata in Iran”. Attualmente, si legge nel documento basato sulla situazione alle ore 10 del 9 marzo 2020, “non è possibile ricostruire, per tutti i pazienti, la catena di trasmissione dell’infezione. La maggior parte dei casi segnalati in Italia riportano un collegamento epidemiologico con altri casi diagnosticati in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, le zone piu’ colpite dall’epidemia”.

Lo stato clinico è disponibile solo per 2.539 casi, di cui 518 (9,8%) asintomatici, 270 (5,1%) pauci-sintomatici, 1.622 (30,7%) con sintomi per cui non viene specificato il livello di gravità, 1.593 (30,1%) con sintomi lievi, 297 (5,6%) con sintomi severi, 985 (18,6%) critici. Il 21% dei casi risulta ospedalizzato, e tra quelli di cui si conosce il reparto di ricovero (1.545) il 12% risulta in terapia intensiva. L’età mediana è di 69 anni (0-18 anni: 0%; 19-50 anni: 10%; 51-70 anni: 46%; >70 anni: 44%).

Dai dati aggiornati a ieri “ci sono circa il 5-7%” di persone che hanno contratto il coronavirus con “meno di 30 anni”.  “L’indagine – ha sottolineato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro – rileva una percentuale significativa di casi sotto i 30 anni, un dato che conferma quanto questa fascia di eta’ sia cruciale nella trasmissione del virus”.

“Dove il virus circola meno, se i comportamenti non sono congrui e coerenti con le raccomandazioni, è chiaro che sarà molto difficile modificare le curve; i nostri comportamenti sono un elemento decisivo”. Lo ha detto il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa nella sede della Protezione. Brusaferro ha anche spiegato che “le fasce di età più giovani hanno forme meno gravi e letali dei più anziani, ma possono comunque infettare gli altri. E’ per questo che devono sentirsi responsabili dei loro comportamenti”.

Le misure che ci siamo detti sono misure non istantanee ma sono coerenti con i tempi di incubazione, che raggiungono i 14 giorni. Ma sappiamo che i valori piu’ frequenti di manifestazione dei sintomi avvengono tra i 4 e i 7 giorni. I comportamenti di persone che si radunano in spazi ristretti sono legati a condizioni per cui se c’e’ una persona positiva (oggi – ndr), una parte significativa di quel gruppo potrebbe avere dei sintomi entro domenica”. Lo ha detto il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, in conferenza stampa nella sede della Protezione civile.