Coronavirus, l’Italia che resiste: musica, striscioni e applausi a medici e infermieri dai balconi. Conte: “Facciamo risuonare ancora il nostro Inno, uniti ce la faremo”

Dalle finestre e dai balconi, sventolano cartelli, striscioni, lenzuola colorate su cui campeggia la scritta “andrà tutto bene” e gli italiani cantano e applaudono medici e infermieri

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Non solo musica, ma anche applausi dal balcone nell’Italia che non vuole arrendersi al Coronavirus. Da nord a sud, da Milano a Torino, da Bologna a Roma, passando per Firenze, Napoli, Palermo, Bari e altri centri piccoli e grandi, a mezzogiorno, tanti italiani si sono affacciati alla finestra per applaudire medici, infermieri e tutti coloro che sono in prima linea nella lotta al Covid-19. Ma ci si affida anche alla musica con una serie di appuntamenti, ovviamente tutti fra le mura domestiche o sul balcone o dalle finestra. Dopo l’inno di Mameli cantato a squarciagola ieri, oggi, alle 18, è stata la volta di ‘Azzurro‘ di Adriano Celentano, mentre ‘Il cielo è sempre più blu‘ di Rino Gaetano risuonerà dalle finestre del nostro Paese alla stessa ora di domani. C’è anche chi prende la chitarra o il violino. Nella Capitale, si sente anche ‘Roma capoccia’ di Antonello Venditti, e a Milano qualcuno intona le note di ‘Oh mia bella Madunina’.

Dalle finestre e dai balconi, sventolano poi cartelli, striscioni, lenzuola colorate su cui campeggia la scritta “andrà tutto bene” e non poteva mancare neanche il tricolore.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, commenta quanto sta accadendo negli ultimi giorni dalle finestre o dai balconi delle citta’ italiane in segno di reazione al Covid-19. “‘O mia bela Madunina’, ‘Napul’e”, ‘Roma Capoccia’, ‘Ciuri Ciuri’. Da Nord a Sud, dalla Sardegna alla Sicilia – osserva il premier su Facebook – da qualche giorno in tanti si affacciano alla finestra o al balcone per cantare l’orgoglio della propria citta’, della propria terra. E su tutto risuona l’Inno di Mameli, il canto dell’Italia intera. Da abitazione a ufficio, da palazzo a quartiere – continua il capo dell’esecutivo – ogni giorno si leva questo ideale abbraccio collettivo. Si diffonde dappertutto, arriva sin dentro le corsie degli ospedali dove medici, infermieri, operatori sanitari si prodigano incessantemente per curare i nostri cari. Viene udito dalle Forze dell’ordine, dai volontari della Protezione civile, dalle lavoratrici e dai lavoratori che alimentano la catena produttiva e distributiva affinche’ il Paese non si fermi. Rincuora tutti, in particolare le persone che si avvertono piu’ fragili e vulnerabili e vivono con particolare angoscia questi giorni di emergenza. Ognuno di noi, con la propria determinazione – prosegue Conte – puo’ offrire un prezioso contributo, piccolo o grande che sia, per vincere questa complicata battaglia. Facciamo risuonare ancora il nostro Inno. Possono separarci una porta, un balcone, una strada. Ma niente e nessuno potra’ separare i nostri cuori. Uniti ce la faremo”.

New York Times: “Italiano cantano l’inno, emerge il loro spirito e la loro resilienza”

“La cacofonia che arriva dalle strade riflette lo spirito, la resilienza e l’umore di una nazione che affronta la sua peggiore emergenza nazionale dalla Seconda guerra mondiale”. Lo scrive il New York Times in un articolo intitolato “Gli italiani trovano un momento di gioia in un momento di angoscia”, nel quale si sottolinea che, “come in qualsiasi altra crisi nazionale, il virus ha messo in luce le lacune di quei Paesi che ha colpito più duramente, che sia il riflesso per la segretezza in Cina, la sottovalutazione della crisi in Iran o la confusione iniziale e la frammentazione in Italia”. Ma, osserva il quotidiano americano, “nel momento in cui questo virus mette alla prova l’anima delle persone, dimostra anche le forza dei caratteri nazionali”.