Nei rapporti tra Roma e Pechino, una volta passata l’emergenza coronavirus, tornerà il sereno dopo le tensioni delle settimane scorse provocate dalla decisione del governo italiano di bloccare i voli diretti con la Cina. Lo assicura, in un’intervista all’Adnkronos, l’ambasciatore cinese a Roma, Li Junhua che poi, parlando di quella misura, prevista fino a fine aprile, ribadisce l’auspicio che vengano fatti gli “adeguamenti necessari”.
“‘Dopo la pioggia viene sempre il sereno, io credo che, dopo aver sconfitto il virus, i rapporti tra Italia e Cina torneranno a vivere uno sviluppo ancora più grande e più sano”, sostiene l’ambasciatore, ricordando il messaggio inviato nei giorni scorsi dal presidente cinese Xi Jinping al presidente Sergio Mattarella, in cui ribadisce che “le difficoltà sono temporanee, l’amicizia imperitura”.
“Quest’anno ricorre il 50mo anniversario dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche, i rapporti tra i due Paesi nell’ultimo mezzo secolo hanno vissuto molti vicissitudini internazionali – ricorda Li – Nonostante l’epidemia abbia realmente portato a non poche difficoltà temporanee nei contatti quotidiani trai due Paesi, tuttavia dobbiamo guardare a come, mentre affrontiamo una sfida comune, i popoli italiano e cinese hanno sempre cercato l’aiuto reciproco e mantenuto una forte vicinanza”.
L’ambasciatore sottolinea che “in realtà, nell’ultimo periodo, i contatti tra Italia e Cina ai massimi livelli non si sono mai fermati, il presidente Xi e il presidente Mattarella si sono scambiati messaggi scritti e il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ed il ministro degli Esteri Luigi Di Maio hanno avuto colloqui telefonici in cui hanno espresso sostegno reciproco e volontà di affrontare insieme il momento di difficoltà”.
Quanto al blocco dei voli da e per la Cina, Li ricorda che “la parte cinese ha già espresso la sua preoccupazione per la sospensione dei collegamenti aerei diretti diverse volte”. “Dopo lo scoppio di un’epidemia che gli altri paesi vogliano prendere dei provvedimenti a riguardo è comprensibile – sostiene l’ambasciatore – ma questi debbono basarsi su principi di ragionevolezza e adeguatezza. So che molti media, aziende e cittadini italiani si sono fatti sentire per esprimere il loro dissenso su tale misura. Quel che si può dire è che attendiamo che il governo italiano, in base al reale stato dei fatti, voglia fare gli adeguamenti necessari alle misure intraprese”.


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