Coronavirus, lockdown in tutt’Italia, Paese blindato. Conte: “non c’è più tempo”

"Non c'è più tempo": è l'annuncio di Conte che adesso, in diretta sta spiegando che a momenti verrà varato un nuovo decreto

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“Non c’è più tempo”: è l’annuncio di Conte che adesso, in diretta sta spiegando che a momenti verrà varato un nuovo decreto: le norme varate per la Lombardia e altre 14 regioni adesso saranno valide per tutto il paese. Lockdown in tutt’Italia: tutta l’Italia sarà chiusa. 

“I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante delle persone in terapia intensiva e purtroppo delle persone decedute. Le nostre abitudini vanno cambiate ora: dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell’Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo a queste norme più stringenti. Non è prevista la limitazione dei trasporti pubblici”. Lo dice il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi.

Gli spostamenti in tutta Italia saranno possibili solo per motivi di lavoro, necessità o salute. “Le misure sono pubblicate in gazzetta ufficiale stasera, entrano in vigore domattina. Portiamo la sospensione dell‘attività didattiche sino al 3 aprile su tutta la penisola isole comprese”. Così il premier, Giuseppe Conte, in conferenza stampa a palazzo Chigi.

La situazione contagi infatti è aumentata notevolmente. Oggi la Protezione Civile ha comunicato che “al momento 7.985 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 9.172 i casi totali.

Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 4.490 in Lombardia, 1.286 in Emilia-Romagna, 694 in Veneto, 337 in Piemonte, 313 nelle Marche, 206 in Toscana, 94 nel Lazio, 119 in Campania, 97 in Liguria, 89 in Friuli Venezia Giulia, 52 in Sicilia, 46 in Puglia, 33 nella Provincia autonoma di Trento, 30 in Abruzzo, 28 in Umbria, 14 in Molise, 19 in Sardegna, 15 in Valle d’Aosta, 9 in Calabria, 9 nella Provincia autonoma di Bolzano e 5 in Basilicata.

Sono 724 le persone guarite. I deceduti sono 463, questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.”