Coronavirus, situazione drammatica in Lombardia: aumentano casi e decessi, 1006 ricoverati in terapia intensiva. “Quasi pieni tutti gli ospedali, se la gente non capirà sarà lenta agonia”

Si fa sempre più drammatica l'emergenza coronavirus in Lombardia: gli ospedali sono quasi pieni, ma si sposta ancora il 42% dei cittadini

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Rimane drammatica la situazione coronavirus in Lombardia. “Anche oggi i dati sono in crescita: i casi positivi sono 19884, 2171 in piu’ rispetto a ieri, i pazienti ricoverati sono 7387, 182 in piu’ rispetto a ieri, e il numero dei pazienti in terapia intensiva e’ arrivato a 1006, con una crescita di 82 persone. Abbiamo ad oggi 1250 posti totali in terapia intensiva quindi speriamo che questo afflusso di respiratori continui in questi giorni perche’ si sta raggiungendo la capacita’ massima”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, durante il collegamento da Palazzo Lombardia sull’emergenza Coronavirus. “I decessi crescono, sono arrivati a 2168 persone”. “Abbiamo aperto in queste settimane un numero enorme di posti letto. Basti pensare ai letti di terapia intensiva, passati da 724 a 1250, con il personale che avevamo. Noi avremmo anche lo spazio per altri posti letto normali e di terapia intensiva, ma da un lato mancano i respiratori e personale. Di respiratori ne stanno arrivando e di questo ringraziando la Protezione Civile, e li stiamo collocando. Ne arrivano 25 ogni notte”, ha detto Gallera.

Nella città metropolitana di Milano salgono a 3.278 i pazienti positivi al Coronavirus, 634 persone in più in 24 ore. A Milano città si sale a 1.378 pazienti positivi. “Se il Coronavirus si diffonde nella nostra città può creare dei grossi rischi”, ha sottolineato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, nel corso della diretta Facebook per fare il punto sulla diffusione del contagio. Oltre ai 634 casi in piu’ a Milano, Gallera ha spiegato che a Brescia c’e’ stato un aumento di 463 casi per un totale di 4247, a Bergamo i positivi sono 4645 con una crescita di 340, a Sondrio 155, con oltre ottanta casi piu’ di ieri.

Le persone in isolamento domiciliare in Lombardia sono 9.332, di cui 3.778 dimessi (anche solo pronto soccorso) e 5.554 persone isolate “per le quali non si rileva nessun passaggio in ospedale”. Lo fa sapere la giunta lombarda durante la conferenza stampa di aggiornamento dell’infezione da covid-19 in regione. A tal proposito, da Palazzo Lombardia comunicano anche il numero dei tamponi effettuati (52.244), annunciando di aver intenzione di aprire una manifestazione di interesse per aziende che possano proporre sistemi piu’ celeri (tamponi express) per la rilevazione della positivita’.

“Oggi abbiamo fatto ulteriori 29 trasferimenti, che sono una della chiavi di capacita’ di resistenza del sistema”. Lo ha dichiarato l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, in merito all’enorme sforzo portato avanti dal sistema sanitario regionale dove “molti sono i presidi che sono in massima tensione”.

“Sono passate quasi due settimane e pensavamo che fosse sufficiente, invece il traguardo e’ qualche chilometro piu’ in la’. Dobbiamo stringere i denti ma ce la faremo. E’ necessario che tutti abbiano un atteggiamento responsabile, vediamo i risultati di domenica”, ha aggiunto, chiedendo a tutti di “stare lontani anche dal vostro coniuge, anche dai vostri familiari”, ha concluso Gallera.

Gallera: “A Bergamo si parte, arrivano i medici dalla Cina”

“Sta partendo una lettera alla Protezione civile” per far partire i lavori nell’ospedale da campo in progetto alla Fiera di Bergamo: l’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera lo ha detto in diretta Facebook spiegando che il freno ieri era stato dato dalla Regione perche’ mancava la certezza di avere il personale specializzato necessario che “e’ la maggiore criticita’ ad oggi”. Dalla delegazione cinese, capeggiata dal vicepresidente della Cri Sun Shuopeng “e’ arrivata la certezza” dell’arrivo di “un numero non banale di medici ed infermieri”. E quindi possono partire i lavori anche perche’ fino al loro arrivo potranno essere impiegati medici e infermieri di Areu e “il personale che stiamo reclutando”. “Sabato pomeriggio arriveranno a Milano 65 tra medici e infermieri cubani che hanno combattuto l’ebola e sono quindi esperti nel trattamento di malattie virali”. Lo ha annunciato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. “Questa brigata” ha aggiunto Gallera, andra’ a rinforzare uno dei presidi piu’ in difficolta’, quello di Crema.

In Lombardia, pieni o quasi tutti gli ospedali

Sono quasi tutte al completo o ai limiti della capienza massima le terapie intensive degli ospedali lombardi, impegnate nella severa battaglia contro il Coronavirus. Situazioni particolarmente critiche nelle due province piu’ colpite. All’ospedale ‘Papa Giovanni’ di Bergamo gli 80 posti disponibili sono occupati da giorni e a cio’ si aggiunge che oggi l’azienda ospedaliera ha lanciato un appello su facebook, anche in inglese, comunicando il “disperato bisogno” di medici, infermieri e ventilatori. Sono “al limite”, cosi’ riferiscono fonti ospedaliere, i posti anche agli Spedali Civili di Brescia. Nel complesso sono 41 a disposizione, destinati a diventare 46 perche’ se ne stanno allestendo altri 5 nell’ex blocco di cardiochirurgia. Tra citta’ e provincia si continua a lottare contro il tempo per ricavare nuovi spazi. Sul fronte dell’ampliamento, la Poliambulanza (nell’ex palestra) ha gia’ iniziato i lavori di allestimento di nuovi letti che potrebbero essere gia’ pronti entro la settimana se arriveranno anche ventilatori e altri macchinari. Si sono attivati anche il gruppo San Donato, la Fondazione Richiedei, tra Gussago e Palazzolo, per 76 posti non intensivi, il centro Paolo VI e anche la residenza sanitaria Vittoria. Stessa situazione di preoccupazione si sta vivendo sul lago di Garda dove numeri di ricoveri tra Desenzano, Gavardo e Manerbio sono aumentati e cosi’ pure i posti letto dedicati. L’obiettivo, entro domenica 22 marzo, sara’ di avere in terapia intensiva 171 posti in citta’ e 51 in provincia. Altri 16 posti in ospedale per i malati da Covid-19 sono previsti in all’ospedale di Gardone Valtrompia. A Lodi, la prima provincia aggredita dal contagio, 24 letti su 24 risultano occupati, cosi’ come al Policlinico San Matteo di Pavia siamo a 40 su 40. All’ospedale Sant’Anna di Como ce ne sono 25; non viene riferito quanti ce ne siano di liberi, ma anche qui i margini sono molto stretti. Tra gli ospedali di Cremona e CasalMaggiore ci sono 30 posti di intensiva: tutti pieni.

Piu’ difficile ricostruire la situazione a Milano dove i dati sono in continua evoluzione e le aziende ospedaliere preferiscono non diffonderli. Agli ospedali San Paolo e al San Carlo si sa che sono stati aggiunti rispettivamente 28 e 26 nuovi posti. Nel secondo altri 16 sono in costruzione con l’aiuto di fondi privati, provenienti anche dalla famiglia Recordati e da una raccolta fondi avviata dalla cantante Gianna Nannini. Grazie alla campagna di Fedez e Chiara Ferragni, venerdi’ sara’ collaudato il nuovo ospedale da campo del San Raffaele con 14 posti per malati di Coronavirus. Trecento i posti disponibili al Policlinico, di cui un terzo di terapia intensiva. Qui fanno sapere che la saturazione dei posti letto e’ circa all’80% e c’e’ ancora un po’ di margine. In ogni caso, ci si sta organizzando per ricavare nuovi letti.

Infettivologa: “Crollo se troppi casi a Milano”

“I focolai epidemici di Coronavirus a Bergamo e Brescia sono drammatici, con centinaia di ambulanze che arrivano agli ospedali: speriamo che a Milano non avvenga questo perche’ sarebbe il crollo del sistema. Per il momento non c’e’ ancora un assalto e ci auguriamo che non si verifichi”. L’auspicio e’ della dottoressa Antonella D’Arminio Monforte, direttrice della struttura complessa di Malattie Infettive degli ospedali Santi Paolo e Carlo di Milano, che ne ha parlato con l’AGI descrivendo cio’ che avviene nel suo ospedale. “La situazione e’ cronicamente instabile – avverte la primaria – c’e’ un continuo e regolare flusso di ambulanze che cerchiamo di smaltire, facendo il tampone e ricoverando pazienti con polmonite, riempiendo i reparti e quando sono pieni cercando di aprirne di nuovi”. L’emergenza non riguarda pero’ soltanto gli spazi, ma soprattutto il personale: “I presi’di e gli infermieri sono il problema piu’ grande. Noi dottori siamo allo stremo ma ci dividiamo, pero’ non si possono aprire nuovi reparti senza le equipe a presidiarli”. Il problema del contagio al personale ospedaliero incide anche nel caso del nosocomio milanese: “Molti si ammalano” e vengono meno ai turni, mettendo ancora piu’ in difficolta’ il sistema. Nell’equipe attualmente e’ uno il medico che e’ stato colpito dal virus: “Noi infettivologi siamo probabilmente piu’ attenti abituati ad avere a che fare con malattie contagiose”, constata la dottoressa.

In Lombardia si sposta ancora il 42% dei cittadini

Il 42% dei lombardi continua a muoversi all’interno della Regione, nonostante i divieti per contrastare il contagio del Coronavirus. Lo ha ribadito il vicepresidente della Regione Lombardia, Fabrizio Sala, mostrando nel corso di una diretta Facebook i nuovi dati delle celle telefoniche raccolti da Palazzo Lombardia per calcolare in via del tutto anonima le percentuali di chi resta a casa. “C’è ancora troppo movimento per limitare il contagio. Domani – ha spiegato Sala – inizieremo a fare un’analisi più dettagliata delle fasce orarie”

“Il vice presidente della Croce Rossa cinese mi ha detto che ha visto troppa gente in giro e nei parchi. Dopo averle viste mi ha detto ‘cosi’ non se ne esce dal contagio’, con questi comportamenti”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervistato a Pomeriggio 5 su Canale5.”Insisto – ha aggiunto – dovete rimanere a casa. Anche l’abitudine, che e’ ormai diventata un diversivo per uscire di casa, di andare tutti i giorni la spesa non va bene: va fatta una o due volte alla settimana”.

Chiedero’ che l’uso dei militari dell’operazione Strade Sicure in strada venga esteso a tutta la Lombardia per dare un elemento di deterrenza e far capire che non e’ una vacanza ma una guerra quella che stiamo facendo. Noi in fondo chiediamo dei sacrifici limitati ma non possiamo derogare”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervistato a Pomeriggio 5 su Canale5. Stare a casa è “un sacrificio che non è così grave ma è così importante, è l’unico mezzo per interrompere il contagio. Se la gente non capirà, purtroppo, questa sarà un’agonia lenta“, ha aggiunto Fontana.

Regione Lombardia stanzia 4 milioni per ricerca su Covid-19

Regione Lombardia e’ pronta a stanziare finanziamenti per quattro milioni di euro da destinare alla ricerca contro il Coronavirus. Lo ha annunciato il vicepresidente di Regione Lombardia, Fabrizio Sala, nel consueto appuntamento in streaming da Palazzo Lombardia per fare il punto sull’emergenza Coronavirus. “Il mondo della ricerca, della scienza e della medicina si e’ mosso in moto da tempo e sta cercando in tutti modi di far fronte a questa emergenza e sta studiando questo virus. Abbiamo pensato di dare mano a questo mondo, soprattutto a chi non ha mezzi finanziari per portare avanti la propria ricerca. E quindi da domani su portale Open Innovation apriremo manifestazione di interessi aperta a tutti per coinvolgere soggetti che possano co-investire con noi. Noi stiamo cercando di stanziare quattro milioni di euro”, ha spiegato Fabrizio Sala. “A noi si aggiungeranno privati, fondazioni e istituti che vogliono partecipare”. “Noi ricerchiamo – ha precisato il vicepresidente lombardo – lo sviluppo di antivirali e di altri tipi di terapia per affrontare con una risposta rapida l’epidemia Covid-19; lo sviluppo di terapie per affrontare le epidemie di Coronavirus (l’attuale e anche le future); lo sviluppo della diagnostica garantendo una rapida individuazione candidati sulla base delle tecnologie esistenti come tamponi express e infine lo sviluppo di strumenti di monitoraggio”. “Non partiamo da zero, e’ in mondo scientifico della lombardia e’ gia’ al lavoro da parecchio prima che arrivasse l’epidemia”, ha chiosato Sala.