Preoccupa l’emergenza coronavirus in Lombardia. Dopo 4 giorni in calo oggi si registra un nuovo aumento dei contagi. “Luci e ombre” oggi nei dati sui contagiati da Coronavirus nelle province lombarde. A dirlo è l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, in diretta Facebook. A Bergamo si arriva a quota 7458 (+386), con una crescita che è “in linea con quella di ieri (+344) e dunque non più esponenziale”; a Brescia il totale è di 6931 (+334, ieri 300) e “anche qui la curva non è in crescita”. Como arriva al totale di 762 (+56); Cremona a 3370 (+214), in questo caso il dato che si registra “è molto più alto di ieri”. Lecco arriva al numero di 1159 (+83). Caso particolare quello di Lodi, ex epicentro del contagio, dove la somma è di 1968 con soli +84 rispetto a ieri “ma a Codogno ci sono solo 11 casi nuovi“, mentre ieri e l’altro ieri la crescita era di zero: “in quell’area il contagio si e’ fermato” ha commentato Gallera. Monza totalizza 1750 (+163) positivi, Mantova 1250 (+74), Pavia 1545 (+308); Varese registra una crescita minima di appena 30 nuovi casi.
Quello della Lombardia “è stato un caso unico”: ha chiarito l’assessore al Welfare Giulio Gallera spiegando che la risposta all’emergenza è stata straordinaria. “Nessuno ha così tanti positivi come noi. Nessuno ha affrontato” l’emergenza “in maniera così articolata come l’ha affrontata Regione Lombardia” ha rivendicato Gallera. “Fortunatamente le altre Regioni – ha aggiunto – sono arrivate dopo o come il Veneto hanno avuto l’individuazione tempestiva del primo focolaio e sono riusciti a circoscriverlo e soffocarlo”.
Sono stati 90 mila i tamponi eseguiti in Lombardia: “E’ il numero più alto fatto fuori dalla Cina” ha aggiunto sottolineando che inizialmente ad occuparsi dell’analisi dei test per il Coronavirus erano 3 laboratori mentre ora sono 22. Due sono i tipi di test: quello molecolare e quello sierologico, che per un certo periodo di tempo però “possono dare dei falsi negativi”.
“In questi giorni viviamo tutti, noi che siamo qui, una pressione e una fatica psicologica gigantesca. Oggi quando ho letto questi dati ho sentito un peso, ma poi mi sono confrontato” con due tecnici “e ho capito che, forse, i dati erano legati a una strategia diversa, a un allargamento, quindi non li dobbiamo prendere in maniera negativa”.
Tra le province è Milano la zona che ha fatto registrare il maggior numero di nuovi positivi in Lombardia: sono infatti 848 i nuovi casi che portano il totale a 6922. Ieri i nuovi casi positivi nella provincia di Milano erano stati 373, l’altro ieri 375. “E’ un dato molto forte” ma “potrebbero essere i molti tamponi in più che sono stati fatti”, ha detto Gallera.
Dopo aver letto “il dato così grosso” della provincia di Milano, Gallera ha spiegato di aver telefonato ai direttori degli ospedali cittadini “i quali non hanno evidenziato una crescita cosi importante ai pronto soccorso, una pressione più che doppia, ma è addirittura stabile rispetto ai giorni precedenti quindi potrebbero essere i molti più tamponi che sono stati fatti e non ricoveri aumentati”
A Brescia sono stati superati i mille morti per coronavirus. Solo tra città e provincia i decessi sono 999 ai quali vanno aggiunti i morti in Vallecamonica, che fa riferimento a Ats della montagna, che ieri erano 41. Con 166 morti e 1072 positivi il capoluogo è il Comune più contagiato, seguito a Orzinuovi con 157 casi e 37 decessi.
Ma finora una delle città che ha maggiormente vissuto il dramma coronavirus è Bergamo. “Da una media di 45 decessi a settimana sul territorio cittadino negli ultimi dieci anni si è registrata un’impennata fino a 313 a settimana, quasi sette volte tanto nei sette giorni dal 15 al 21 marzo. Dall’1 al 21 marzo invece il rapporto è di quattro volte rispetto alla media degli ultimi dieci anni”. Lo si legge in una ricognizione, visionata dall’ANSA, patrocinata dal Comune di Bergamo sui dati del coronavirus, avviata dall’Eco di Bergamo e dall’agenzia di ricerca e analisi di dati InTwig. “Una situazione molto più grave – si legge – rispetto a quella che emerge dai dati ufficiali“.
“Abbiamo patrocinato questa survey de L’Eco di Bergamo e InTwig – è scritto nel documento – perché i dati della nostra anagrafe dimostrano una situazione molto più grave rispetto a quella che emerge dai dati ufficiali, come cerchiamo di spiegare ormai da giorni. Speriamo che tutti i Comuni della provincia di Bergamo partecipino, in queste ore una email è stata inviata a tutti i Sindaci bergamaschi, con la richiesta di condividere i dati della loro anagrafe. Siamo convinti – si aggiunge – che solo così potremo fare chiarezza sulla situazione del nostro territorio, passo fondamentale perché le autorità sanitarie adeguino gli sforzi in modo da poter combattere con più efficacia il coronavirus”.
“In questa battaglia non ci sono scorciatoie, l’unico modo per giocare e vincerla e’ continuare ognuno di noi ad essere rigoroso nei comportamenti”. Lo ha detto l’assessore lombardo al Welfare, Giulio Gallera, parlando dell’emergenza coronavirus. “Vedrete che alla fine, sarà anche sufficientemente presto, la nostra battaglia la vinceremo“, ha concluso. La Croce Rossa ha dato in comodato d’uso alla Lombardia 37 respiratori.
Tre hotel nella provincia di Bergamo accoglieranno circa 300 malati di Covid-19, persone dimesse dall’ospedale in condizioni di stabilita’ clinica ma che non possono ancora tornare a casa, o che non possono fare la quarantena a casa per problemi familiari. Lo prevede il progetto ‘Covid-hotel’, che sta predisponendo l’Ats di Bergamo con tre cooperative di medici di medicina generale, per alleggerire il carico degli ospedali. “Si trattera’ di un tipo di assistenza intermedia tra quella ospedaliera e domiciliare – spiega Mario Battista Sorlini, medico di famiglia e presidente della cooperativa Iml – un’Assistenza domiciliare integrata (Adi), ma fatta in hotel”.
Il progetto e’ nato dall’Ats di Bergamo che ha chiesto alle cooperative dei medici di base di segnalargli quali sono i pazienti che possono avere una situazione difficile e non possono stare a casa, magari per evitare il contagio di altri familiari, o non sono cosi’ gravi da andare in ospedale, o magari hanno i sintomi del Covid e poi risultano positivi al tampone. “Noi medici di famiglia li segnaliamo e poi ci saranno medici e infermieri delle cooperative che andranno a visitare questi pazienti”, conclude. I primi 100 posti letto sono già pronti e attivi, e gli altri dovrebbero esserlo tra il fine settimana e i primi giorni della prossima. Questi alberghi ‘trasformati’ in ‘residenze sanitarie’ sono stati dotati di ossigeno, idratazione, flebo.
