Coronavirus, drammatico aumento della mortalità negli anziani dall’inizio dell’epidemia: più colpita la fascia degli over 85 [GRAFICI]

Ecco i dati di mortalità per settimana, per i soggetti di età maggiore o uguale ai 65 anni di età residenti e deceduti in 19 città, come riportati dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera

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L’epidemia di coronavirus in Italia purtroppo sta provocando tante vittime tra la popolazione anziana. Solo ieri, venerdì 27 marzo, abbiamo avuto il dato più drammatico sui decessi giornalieri, ben 967, oltre agli 898 registrati oggi. Con un totale di oltre 10 mila morti, l’Italia si conferma il Paese con più vittime al mondo a causa dell’epidemia.

In questo articolo, proponiamo i dati sulla mortalità relativi alla settimana dall’8 al 14 marzo, estratti dal Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG) gestito dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Lazio – Asl Roma 1 per conto del Ministero della Salute nel progetto “Piano Operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute” CCM – Ministero della Salute. “Il SISMG, basato sui dati di mortalità dalle anagrafi Comunali, è attivo tutto l’anno e permette di identificare in maniera tempestiva eventuali variazioni della mortalità attribuibili a diversi fattori (epidemie, esposizioni ambientali, socio-demografici) che modificano i valori giornalieri o il trend stagionale”, si legge nel rapporto. “Nel rapporto vengono riportati i dati di mortalità per settimana, per i soggetti di età maggiore o uguale ai 65 anni di età residenti e deceduti in 19 città (Aosta, Bolzano, Trento, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova, Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina, Palermo). Il valore atteso (baseline) viene definito come media settimanale sui dati di serie storica (5 anni precedenti) della mortalità giornaliera e pesato per la popolazione residente (dati ISTAT) per tener conto dell’incremento della popolazione anziana negli anni più recenti”.

Dal rapporto, a cura di Paola Michelozzi, Matteo Scortichini, Fiammetta Noccioli, Francesca de’Donato (DEPLAZIO) e Pasqualino Rossi (Ministero Salute), emerge chiaramente che per le tre fasce di età 65-74 anni, 75-84 anni e +85 anni, nella settimana dall’8 al 14 marzo, la mortalità è stata “significativamente superiore all’atteso”. Come evidenziato dai grafici estratti dal rapporto, tra la decima e l’undicesima settimana del 2020, ossia dall’1 al 14 marzo, la mortalità nelle tre fasce considerate è nettamente aumentata rispetto al valore atteso, ulteriore indicazione degli effetti devastanti del coronavirus sulla nostra popolazione anziana. In particolare, risulta più colpita la fascia di età +85 anni, seguita da quella 75-84 anni.

Dal grafico relativo alla classe di età 65+ (a destra), si evince come la mortalità media giornaliera sia di oltre 250 nella settimana dall’8 al 14 marzo, in aumento rispetto alla prima settimana di marzo, quando era compresa tra 200 e 250. A febbraio, invece, mese in cui è stato identificato il primo paziente ed è iniziata formalmente l’emergenza, si era mantenuta pressoché stabile: la mortalità media giornaliera era di circa 225.