Coronavirus, Roma rafforza le misure: aumento di controlli anche per chi va a piedi, “cambi il decreto sulle mascherine”

"Si raccomanda fermezza nei controlli" degli "spostamenti a piedi". Prevede questo la disposizione di servizio decisa oggi dal Comando generale della Polizia locale di Roma

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“Si raccomanda fermezza nei controlli” degli “spostamenti a piedi“. Prevede questo la disposizione di servizio decisa oggi dal Comando generale della Polizia locale di Roma. Inoltre si prevedono maggiori verifiche nei parchi. “Esiste un preciso divieto di ingresso nei parchi ed anche l’esercizio di attivita’ motoria deve essere svolta nel rispetto del distanziamento interpersonale ed evitando aggregazione di persone”, si legge nella disposizione di servizio.

“Non vorremmo che complice il fine settimana e il bel tempo i romani andassero a fare la classica gita fuori porta oppure al mare. Restare a casa significa restare a casa. Sulle principali strade ci sara’ un presidio rafforzato”. Cosi’ la sindaca di Roma Virginia Raggi a Tagada’ su La7 in merito alle verifiche sulle auto disposte dal Campidoglio.

In caso di violazione delle prescrizioni per contenere il coronavirus “si procede a formale identificazione ed elezione di domicilio per poi predisporre comunicazione di notizia di reato per la violazione dell’articolo 650 cp“, ovvero violazione delle disposizione dell’autorità. E’ quanto prevede la disposizione di servizio della Polizia Locale di Roma. “In nessun caso – si precisa- sono previste misure precautelari personali o reali sul veicolo che mai potra’ essere sottoposto a sequestro”. Per ogni posto di blocco vengono assegnati due veicoli .

Anche i medici chiedono maggiori tutele. “Medici e cittadini italiani hanno ormai compreso che scarseggiano i dispositivi di protezione individuali. Ma questo non puo’ giustificare che si peggiori l’attuale drammatica situazione mandando in guerra medici e tutto il personale sanitario con le scarpe di cartone e senza elmetto”. Cosi’ Antonio Magi e Pierluigi Bartoletti, presidente e vicepresidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici e degli Odontoiatri, in vista di un Consiglio straordinario dell’ Ordine per valutare la gravita’ delle indicazioni dell’ultimo Rapporto Covid-19 dell’Iss a seguito del quale il Governo obbliga l’utilizzo di mascherine chirurgiche quale dispositivo idoneo alla protezione.

“Le mascherine chirurgiche, infatti, non proteggono i medici e gli operatori sanitari dall’inalazione di particelle aeree di piccole dimensioni – aggiungono – Servono solo per i malati. Il Consiglio dell’Ordine dei Medici di Roma ritiene gravissimo eticamente e deontologicamente che questo provvedimento sia stato suggerito dal comitato tecnico cioe’ da colleghi medici, perche’ non preserva la salute dei medici e di tutti gli operatori anzi rischia di trasformarli in untori. Finita l’emergenza chiederemo lumi ai direttori sanitari e ai colleghi funzionari che hanno collaborato alla stesura di queste norme. Inoltre il Consiglio dell’Ordine dei Medici ed odontoiatri di Roma e Provincia ha deciso di scrivere alla Federazione nazionale (FNOMCeO) chiedendo con urgenza un ulteriore intervento a tutela di tutti i medici italiani e ha deciso di scrivere gia’ oggi al presidente del Consiglio Conte, al ministro Speranza e al commissario dell’Iss Brusaferro chiedendo di modificare urgentemente il provvedimento legislativo appena adottato a tutela della cittadinanza, dei medici e degli operatori sanitari tutti che sono eroi ma non martiri”.