Uno dei sintomi che differenzia il nuovo coronavirus dalla comune influenza è la mancanza di respiro. Questo è un sintomo tipico anche degli attacchi di panico, tuttavia la differenza è notevole. Come differenziare gli attacchi di panico con sintomi respiratori, quali mancanza di respiro, dai sintomi respiratori dell’infezione da Coronavirus?
Il prof. Giuseppe Quaranta, psichiatra che lavora a Pisa, ha risposto attraverso il suo profilo Facebook tranquillizzando tutti in quanto distinguerli “è, in generale, abbastanza semplice.”
“Gli attacchi di panico che si manifestano con sintomi respiratori quali mancanza di respiro, a differenza dei sintomi dell’infezione da Coronavirus, hanno tali caratteristiche:
1) hanno una durata limitata nel tempo: durano pochi minuti fino a un massimo di mezz’ora (in rari casi), con una sintomatologia spesso di spossatezza che segue la crisi acuta e che può durare anche un’ora. Esordiscono in maniera acuta e non in maniera insidiosa come nelle infezioni da virus. La difficoltà respiratoria inoltre non è persistente come nell’infezione da Coronavirus, e questo è molto importante.
2) Gli attacchi di panico non si associano in genere a febbre.
3) I sintomi degli attacchi di panico sono tendenzialmente multipli, e alla dispnea possono associarsi anche la tachicardia, le palpitazioni, il tremore, la sudorazione, le vertigini, i formicolii agli arti ecc. oltre ai comuni sintomi mentali di paura e terrore.
4) Gli attacchi di panico sono spesso presenti in soggetti con familiarità positiva per disturbo di panico o in soggetti che hanno già una storia di attacchi di panico.
E’ importante conoscere queste semplici differenze per differenziare un attacco di panico da un’infezione da Coronavirus, senza giungere altro panico al panico già presente.”
Ricordiamo infatti che il nuovo coronavirus, quando necessita di supporto medico, presenta febbre superiore a 37.5°C, tosse continua, dispnea persistente. La tosse e la mancanza d’aria persistono quindi e anzi si acutizzano: nell’attacco di panico invece il sintomo di carenza d’aria va via via riducendosi man mano che passa la fase acuta dell’attacco. La febbre e la tosse sono poi due discriminanti fondamentali.


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