Coronavirus, Usa a rischio epidemia: finora eseguiti solo 500 test, controlli per chi proviene dai Paesi a rischio

Un'epidemia di coronavirus potrebbe essere esplosa nel centro di riabilitazione a Kirkland, Seattle, nello stato di Washington

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Un’epidemia di coronavirus potrebbe essere esplosa nel centro di riabilitazione a Kirkland, Seattle, nello stato di Washington, dove nei giorni scorsi è morto un uomo di circa cinquant’anni, la prima vittima ufficiale negli Stati Uniti.

Sarebbero adesso più di cinquanta, tra pazienti e personale medico, ad aver mostrato sintomi del virus. Lo ha annunciato il direttore del dipartimento di sanità di Seattle, Jeffrey Duchin. Due persone sono già risultate positive ai test: un’infermiera di 40 anni e una paziente di 70.

“Siamo a conoscenza – ha spiegato Duchin – di un numero di persone con problemi respiratori e sintomi da polmonite. Stiamo indagando, l’ipotesi è quella di un’epidemia”. Al momento negli Stati Uniti sono 71 le persone risultate infette. Di queste, 44 sono avevano partecipato alla crociera con la Diamond Princess, tre sono state rimpatriate dalla Cina e 24 risultate positive nei centri di controllo e prevenzione.

La cosa preoccupante è che finora gli Usa hanno fatto solamente circa 500 test per il coronavirus a causa della carenza di kit, rivelatosi spesso fallaci. Lo riferisce la Cnn in una intervista con il vicepresidente Mike Pence che, come responsabile della task force incaricata di fronteggiare l’epidemia, ha annunciato l’invio di 15 mila kit nel week end. “Stiamo lavorando per mandarne poi altri 50 mila“, ha detto Pence, aggiungendo che inoltre è stata data l’autorizzazione per produrre test a livello locale.

“Oltre ad uno screening sui passeggeri ‘prima dell’imbarco’ da certi paesi designati ad alto rischio, o da aree all’interno di quei paesi, ci saranno controlli sui passeggeri anche quando arrivano in America”. Ad annunciarlo, su Twitter, è il presidente americano Donald Trump.