“La situazione di oggi è che abbiamo 223 persone positive in Veneto” con “59 ricoveri in ospedale di cui 13 in terapia intensiva. Quindi la diffusione del contagio cresce ma non in maniera esponenziale”. Lo ha detto hai cronisti il presidente del Veneto Luca Zaia. “Abbiamo attivato tutte le task force provinciali – ha fatto sapere il governatore – e la visione resta quella di applicare le linee guida e di proporre l’isolamento fiduciario per evitare la diffusione”.
Un dato positivo, aggiunge Zaia, è che “abbiamo i primi 7 dimessi. Si inizia quindi a vedere la luce in fondo al tunnel”. Crescono tuttavia i casi positivi a Treviso. Si tratta, replica Zaia, “di un contagio relativo all’ospedale dove” alcuni giorni fa è deceduta un’anziana, “sintomatica che ha contagiato operatori e contatti e non – precisa – di un contagio cittadino”. Quanto a “Vo’ – aggiunge – resta zona chiusa“. Al momento, conclude, “viene considerato dall’Iss e dagli esperti un grande focolaio. E per questo motivo non daranno mai l’apertura di Vo’ almeno per la prossima settimana“.
“Da questa mattina stiamo lavorando insieme con i governatori di Lombardia e Emilia Romagna per cercare di proporre degli emendamenti rispetto al decreto di base” della presidenza del Consiglio dei Ministri. “C’è assolutamente accordo tra le tre Regioni e adesso aspettiamo le risposte che dara’ il governo”. Lo ha detto il governatore Luca Zaia. “Le scuole – conferma Zaia – restano sospese fino all’8 marzo. Per i luoghi di culto stiamo cercando di trovare una soluzione“.
Ragionamenti più articolati, spiega ancora Zaia, “che sono relativi alla diversità di contesti nei quali il virus si trova ad agire, facilitato in particolare dalle differenti norme igieniche e dai protocolli alimentari identificabili in Cina e in Italia“.
“Ho, più semplicemente – prosegue – sottolineato le differenze di usi e costumi, cosi’ come avrei potuto farlo con le differenze tra noi e alcuni paesi europei, fra cui la stessa Europa e gli Stati Uniti, tra l’Ue e il Giappone”.
“Insomma, Signor Ambasciatore: non è mio stile e mio costume – prosegue – aggredire e sottolineare diversità di pelle di religione, di religione, di genere, di scelte sentimentali. Chi mi conosce lo sa”. “Sono il primo – scrive il governatore – a dire che la Cina, Governo e popolo, in queste settimane hanno fornito una grande prova di fermezza, resistenza e determinazione nel combattere il virus. Una lotta per proteggere tutto il mondo, non soltanto la Cina”.
Riferendosi alla decisione di vietare consumo e commercio illegale di animali selvatici, Zaia sottolinea come sia stata “apprezzata la mano fermissima nel bloccare questa possibile causa di diffusione del Coronavirus. Volevo con questa mia frettolosa osservazione – conclude – dire esattamente questo. Nulla di più. Chieda alla comunità cinese del Veneto e scoprirà che non mi sono mai negato e sottratto alla partecipazione a eventi pubblici e privati organizzati da operatori economici. Ribadisco che non volevo offendere nessuno“.


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