“Un terremoto di magnitudo Ml 3.5 è stato registrato dalla Rete Sismica Nazionale questa sera, 20 marzo 2020, alle ore 22:58 italiane. L’epicentro – scrivono gli esperti Ingv sul portale Ingvterremoti.com – del terremoto è stato localizzato in provincia di L’Aquila, tra i comuni di Capitignano, Barete, Montereale, Pizzoli e Cagnano Amiterno (entro 6 km dall’epicentro), a una profondità di 10 km. La zona colpita è prossima a quella interessata dalla sequenza del 2016 in Centro Italia, in particolare nel suo settore meridionale che si era attivato a gennaio 2017, e ancora attiva a oltre tre anni dal suo inizio.”
Il sisma è collegato alla sequenza che ha innescato le forti scosse in Centro Italia nel 2016? Sulla questione fa luce Alessandro Amato, esperto Ingv, attraverso il suo profilo Facebook.
“Il terremoto di ieri sera nell’aquilano (magnitudo 3.5 alle 22:58 a Capitignano, Barete, Pizzoli) è avvenuto – scrive – nell’area della sequenza in Centro Italia del 2016: In particolare l’epicentro (stella) è localizzato nel settore sud, quello attivo a gennaio 2017 con quei tre terremoti di M5+ avvenuti a poche ore uno dall’altro. Anche l’evento di ieri mattina (5:49) di magnitudo 3.3 a Visso è avvenuto nella zona della sequenza iniziata nel 2016, in questo caso nel settore nord (cerchietto arancione). Come sapevamo, la zona è ancora attiva dopo oltre tre anni e mezzo, cosa purtroppo normale considerata la magnitudo e l’estensione dei terremoti di agosto e ottobre 2016.”
“Ultimamente non si erano avuti molti terremoti avvertiti (M>2.5 circa) ma l’attività di minore intensità non era mai cessata. Normale quindi avere delle riprese di tanto in tanto con qualche evento più forte. Va notato che in entrambi i casi non si osserva un aumento del tasso di sismicità prima e/o dopo i due eventi citati, cosa che giudico positiva, nel senso che non c’è almeno per ora una ripresa dell’attività generale nelle due zone.”


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