Coronavirus, 154.000 morti e 2.2 milioni di casi nel mondo: in Germania 3.700 positivi in 24 ore, gli Usa superano i 37.000 decessi. Sanità inglese sotto pressione, la pandemia dilaga in India

Secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University, vi sono di 2.244.303 contagi di coronavirsu confermati a livello globale e 154.215 vittime

Sono oltre 154mila i morti nel mondo a causa del nuovo coronavirus e più di 2.2 milioni i cittadini risultati positivi. Questi gli ultimi dati della Johns Hopkins University, che parla di 2.244.303 contagi confermati a livello globale e 154.215 vittime. Sono invece 3.574.393 le persone giudicate guarire.

Negli Stati Uniti la situazione è preoccupante. Il numero di casi accertati di coronavirus negli Usa è infatti salito a 702.164. Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, le vittime sono 37.054.

germaniaSono 3.609 i nuovi casi di coronavirus registrati in Germania nelle ultime 24 ore. Questi i dati del Robert Koch Insitut, che monitora l’andamento dei contagi da Covid-19 in Germania. In totale, secondo il Rki il totale dei casi confermati in Germania è di 137.439. Sono invece 242, afferma, le persone che hanno perso la vita nelle ultime 24 ore dopo aver contratto l’infezione. In totale, è quindi salito a 4.110 il numero delle vittime.

La pandemia dilaga anche in India dove sono più di 14mila le persone risultate positive al coronavirus in India e si contano 480 i morti dopo aver contratto l’infezione. Lo ha dichiarato il ministero della Sanità indiano, precisando che sono almeno 14.387 le persone risultate positive al test. Nelle ultime 24 ore, nel Paese si sono registrati 991 casi e 43 morti.

Un’intera base della Marina militare indiana a Mumbai è stata messa in quarantena dopo che 26 marinai sono risultati positivi dal coronavirus. Lo ha confermato la Marina indiana, spiegando di aver messo in atto un’operazione rapida per la ”tracciatura dei contatti’‘ in modo da contenere il numero dei contagi.

Sono 27 i nuovi casi di coronavirus accertati in Cina nelle ultime 24 ore, 17 dei quali ‘importati’ e uno in più del giorno precedente. Dati che confermano il calo dei casi importati iniziato martedì, dopo che nei giorni precedenti si era registrato un significativo aumento causato da rientri di cinesi dalla Russia: l’11 aprile i casi importati erano 97 su 99 totali, il 12 aprile erano stati 98 su 108 e il 13 aprile 86 su un totale di 89. Martedì i casi registrati erano stati 46, 36 dei quali importati.

Anche la sanità del Regno Unito è sotto pressione per i recenti focolai di coronavirus che stanno mettendo in seria difficoltà le grandi potenze del globo.  La Sanità pubblica dell’Inghilterra ha chiesto a medici e infermieri di curare i pazienti di coronavirus senza camici protettivi completi, ma solo con grembiuli, e di riutilizzare i camici, le cui scorte stanno per esaurirsi. La richiesta è stata fatta ieri sera da Public Health England e rappresenta una brusca retromarcia rispetto alle linee guida emanate in precedenza. Ieri NHS Providers, l’ente che funge da ombrello per la sanità inglese, ha comunicato che alcuni ospedali rischiano di esaurire le scorte di equipaggiamenti protettivi nel giro di 24 ore. Chris Hopson, a capo dell’ente che riunisce le fondazioni sanitarie inglesi, ha twittato “Abbiamo raggiunto il punto in cui le scorte nazionali di camici idrorepellenti e di camici da laboratorio a manica lunga si esauriranno nel giro di 24-48 ore”. Hopson ha detto che è stato “fatto di tutto” per reperire nuovi camici, magli ordini inoltrati settimane fa vengono evasi “a singhiozzo“.

Public Health England perciò ha modificato le linee guida che fino a ieri richiedevano ai sanitari impegnati nella cura di malati di Covid-19 di indossare camici idrorepellenti usa-e-getta a manica lunga. Ora PHE afferma che se i camici impermeabili non sono disponibili basta usare camici lavabili o materiali protettivi non idrorepellenti. Il ministro della Sanità Matt Hancock ha detto che vorrebbe avere “una bacchetta magica” per risolvere il problema delle protezioni per i sanitari, ma “dato che siamo in una situazione globale in cui ci sono meno equipaggiamenti protettivi di quanti ne servano, c’è una pressione enorme“. Hancock ha ammesso che le scorte “scarseggiano“, ma ha detto che spera di far avere i camici impermeabili ai sanitari entro il weekend.

Sono più di diecimila le persone contagiate dal coronavirus in Giappone. Lo rende noto l’emittente pubblica Nhk, affermando che sono 10.098 i positivi al Covid-19 nel Paese, escludendo i casi della nave da crociera Diamond Princess. Giovedì il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha esteso lo stato di emergenza a tutto il Paese, chiedendo di ridurre i contatti sociali dell’80 per cento per cercare di contenere i contagi, come ricorda il Japan Times.

E’ di 158 morti e 13.107 contagiati il bilancio della diffusione della Covid-19 in Israele. Lo riferisce il ministero della Salute, sottolineando che nelle ultime 24 ore ci sono stati sette nuovi morti. I guariti finora sono 3.247. Il 17 aprile il ministero della Salute ha annunciato di aver condotto una cifra record di test: 11.908. L’aumento dei test è considerato importante in vista della pianificazione del riavvio dell’economia e dell’alleggerimento delle restrizioni sociali. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha fissato un obiettivo di 30 mila test al giorno. Tuttavia la mancanza della quantità di reagente necessario consentirà di effettuarne circa 10 mila, evidenzia oggi il quotidiano “The Times of Israel”. Intanto il ministero degli Esteri ha firmato un accordo con la cinese Bgi per l’invio di materiale da laboratorio entro la fine della prossima settimana, che consentirà di condurre 12 mila test al giorno. Complessivamente, quindi, il paese sara’ in grado di effettuare 20 mila test giornalieri. Nel quadro delle misure per contenere la diffusione del virus Sars-Cov-2, una commissione ministeriale ha dichiarato le comunità arabo-israeliane settentrionali di Deir al Asad and Bi’ina “aree confinate”. Nelle due zone sarà in vigore un blocco per sette giorni a partire dalle 8 di oggi. In precedenza, Netanyahu ha dato il via libera a un piano per allentare le restrizioni alle attivita’ commerciali ed economiche. Il piano non indica una data precisa, ma secondo i media in ebraico, alcune attività potrebbero riaprire entro la fine della prossima settimana.

Il Pakistan ha registrato 645 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, per un totale di 7.481 contagi dall’inizio della crisi: allo stesso tempo nel Paese si registrano otto nuovi decessi, che portano il bilancio delle vittime a quota 143. Lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità. Finora 1.832 sono guarite, di cui 67 nelle ultime 24 ore. La provincia più colpita è quella del Punjab Orientale, con 3.391 casi. Il Pakistan ha eseguito finora 92.548 test.