“Sono d’accordo con Fontana che dobbiamo riaprire in tutta Italia, ma non significa aprire ovunque nello stesso modo, perché ci sono regioni in cui non c’è neanche un focolaio di contagio da coronavirus e altre nelle quali il problema è ancora fortemente presente”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, intervenendo alla puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera, dove è ospite anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Dobbiamo perlomeno limitare la mobilità – aggiunge De Luca, che risponde a Bruno Vespa proprio dopo il ‘governatore’ della Lombardia – che oggi è limitata ai comuni di appartenenza, alle regioni di appartenenza”.
De Luca ricorda quanto accaduto a inizio marzo, quando “si è determinato un problema serio per la Campania e per il Sud”, perché “all’improvviso si sono riversati nei nostri territori decine di migliaia di giovani studenti e lavoratori, che all’improvviso sono rientrati al Sud. Abbiamo dovuto affrontare un problema drammatico, ridurre le corse dei treni, attivare controlli alle stazioni di Napoli, di Roma, di Salerno, avevamo persone che venivano per motivi non urgenti, non di lavoro, abbiamo corso il rischio di avere un dilagare dell’epidemia di Coronavirus”.
Questo non è accaduto, spiega De Luca, “perché abbiamo messo in quarantena tutti quelli che abbiamo individuato, in isolamento individuale, i sindaci ci hanno comunicato le persone arrivate nei comuni di appartenenza, abbiamo fatto un lavoro di prevenzione che è andato bene”. Ora, conclude il governatore della Campania, l’obiettivo “è evitare che succeda qualcosa del genere, il rompete le righe significa liberi tutti di andare in giro per l’Italia dovunque e comunque, questo sarebbe un atto di totale irresponsabilità”.
“Questa è una malattia terribile, questo virus ti fa vedere la morte con gli occhi. Lo voglio dire perché nelle ultime settimane è andata crescendo una banalizzazione del problema che a me pare estremamente pericolosa. Probabilmente – ha aggiunto – il virus è diventato meno aggressivo, ma stiamo parlando di un problema di enorme gravità e serietà che va affrontato con grande rigore se vogliamo evitare tragedie per il nostro Paese”. “Abbiamo avuto un momento di grande difficoltà – ha ricordato De Luca – quando mancavano i dispositivi di sicurezza individuale , mancavano i ventilatori polmonari e non arrivava più nulla da Roma”.
