Permettere gli spostamenti anche fuori dal proprio Comune e all’interno delle singole Regioni dal 4 maggio, lasciando però in vigore i limiti alla mobilità interregionale. E’ l’ipotesi, a quanto si apprende da diverse fonti, sul tavolo del governo in vista dell’avvio della “fase 2”. Niente di deciso, viene spiegato, ma questo sarebbe al momento l’orientamento prevalente.
Altro aspetto importante sarà la sicurezza sanitaria a livello locale, come condizione essenziale per le riaperture: le decisioni sul riavvio di attività nella fase 2 dovranno essere pesate sulla base di tre criteri che sono la situazione epidemiologica, l’adeguatezza del sistema sanitario locale, la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale. Sarebbe questa una delle indicazioni contenute nel documento elaborato dalla task force di Vittorio Colao. I perimetri di applicazione saranno le Regioni o le aree territoriali rilevanti. Il comitato tecnico scientifico starebbe predisponendo una serie di indicatori.
La premessa, si spiega, è che sono ipotesi sulle quali si sta ragionando e che ancora “non ci sono date definite, l’unica cosa certa è che negozi e ristoranti non riaprono il 4 maggio”. Ma, secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, si sta ragionando sulla possibilità di procedere con aperture graduali nel corso del mese di maggio. Ad esempio, sui negozi una data possibile per la riapertura potrebbe essere quella dell’11 maggio, mentre bar e ristornati dovrebbero attendere fino alla settimana successiva.
