“Mi dispiace, ma tra pochi minuti partirà la diffida per l’ordinanza” della Regione Calabria, “se non dovesse essere ritirata l’ordinanza sarà impugnata“. Lo afferma ai microfoni del Tg1 il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia. “La fuga in avanti della Calabria non aiuta nessuno e mette a rischio la salute dei calabresi”, aggiunge.
“Il problema che abbiamo avuto sono i contagi di ritorno. Il governo faccia il governo, mi aiuti a gestire questa situazione“. Lo ha detto la governatrice della Regione Calabria, Jole Santelli, intervistata da Dritto e Rovescio su Retequattro. “E’ molto più pericolosa una terza ondata di ritorno da altre regioni – ha aggiunto – che due tavoli fuori nei ristoranti già aperti dal governo”, perché aperti all’asporto. “Io non ritiro la mia ordinanza, anche se il ministro Boccia dice di volermi diffidare. Sono sicura che a breve il Governo farà il Dpcm come la mia ordinanza”, ha aggiunto.

I dati inseriti saranno trasmessi dalla Regione al Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di competenza e al sindaco del Comune di residenza per gli accertamenti e adempimenti di competenza. I rientri dovranno essere seguiti, secondo la nuova ordinanza, “dall’isolamento volontario domiciliare (14 giorni), previa prescrizione del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda sanitaria provinciale territorialmente competente che ne dara’ comunicazione al sindaco per i provvedimenti di competenza“. Inoltre, “il dipartimento di Prevenzione valuterà la necessità od opportunità di effettuare il tampone rino-faringeo”. Tra gli obblighi di chi dovesse decidere di rientrare in Calabria, c’è anche quello di comunicare l’arrivo al proprio medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, mentre “l’isolamento volontario domiciliare non si applica ai rientri consentiti per motivi di salute, lavoro e per le fattispecie già esentate dalle ordinanze regionali vigenti alla data di adozione della presente“. Gli spostamenti restano vietati per i “soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5 C) e di quelli sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus”.