Coronavirus: l’inquinamento potrebbe aumentare il rischio di morte

L'inquinamento potrebbe aumentare il rischio di morte per coronavirus: la sindrome Covid-19 potrebbe manifestarsi in modo più grave nelle persone esposte ad elevati livelli di smog

L’inquinamento potrebbe aumentare il rischio di morte per coronavirus: la sindrome Covid-19 potrebbe manifestarsi in modo più grave nelle persone esposte ad elevati livelli di smog. E’ quanto riportato dalla BBC News che ha intervistato Maria Neira, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) World Health Organization (WHO), secondo cui i paesi più fortemente inquinati dovrebbero prepararsi per rispondere a questa eventualità.

“Stiamo tracciando una mappa delle città più inquinate – rivela – sulla base dei nostri database per supportare le autorità dei singoli paesi in regioni quali America Latina, Africa e Asia, cosicché si possano preparare con strategie di risposta adeguate a far fronte al problema epidemico”, in connessione con l’inquinamento dell’aria.

Uno studio della Harvard University condotto da Francesca Dominici e in corso di pubblicazione mostra, ad esempio, che un piccolo aumento delle polveri sottili (il particolato fine PM2.5, di diametro pari a un trentesimo di quello di un capello) registrato negli ultimi anni, si associa a un aumento del 15% della mortalità per infezione da Sars-CoV-2. Va nella stessa direzione anche una recente ricerca italiana pubblicata sulla rivista Environmental Pollution e condotta tra Università di Siena e Aarhus in Danimarca rispettivamente da Bruno Frediani e Edoardo Conticini, e da Dario Caro.

Lo studio suggerisce, infatti, che anche l’inquinamento potrebbe essere correlato alla elevata mortalità da coronavirus nel Nord Italia (che ammonta a circa il 12% dei contagiati), in particolare in Lombardia ed Emilia Romagna. La mortalità media in Italia per il nuovo coronavirus è di circa il 4,5%, ben più bassa di quella registrata in Lombardia e Emilia Romagna. Secondo gli esperti, dati gli elevati livelli di smog nelle due regioni, è probabile che le persone che hanno contratto il virus fossero già indebolite a causa dell’esposizione prolungata allo smog per parecchi anni e che quindi l’inquinamento sia un co-fattore che contribuisce ad aggravare la malattia.