Il Coronavirus e il laboratorio di Wuhan, nel 2018 l’allarme delle autorità americane: “Le carenze di sicurezza nello studio sui pipistrelli potrebbero provocare una pandemia”

Gli Stati Uniti stanno analizzando la possibilità che il coronavirus si sia diffuso da un laboratorio cinese: nel 2018 erano sorte preoccupazioni sulla sicurezza dell'Istituto di Virologia di Wuhan

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Nonostante la maggior parte degli scienziati si schieri a sostegno dell’origine naturale, sono ancora tanti i dubbi e le teorie che circolano sull’origine del coronavirus, che dalla Cina si è trasformato rapidamente in una pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo. Gli occhi sono tutti puntati sul Paese asiatico, che per primo a dicembre è stato travolto dall’epidemia che ha avuto il suo epicentro a Wuhan, dove si trova il mercato di animali vivi ritenuto il luogo da cui il virus è passato dagli animali all’uomo.

Ma gli Stati Uniti stanno analizzando la possibilità che il virus si sia diffuso da un laboratorio cinese, anche se riconoscono che sia prematuro trarre conclusioni adesso. Gli USA non credono che il virus sia associato alla ricerca di armi biologiche e secondo molteplici fonti, attualmente non ci sono indicazioni sul fatto che sia creato dall’uomo. Un ufficiale dell’intelligence americana ha dichiarato che una teoria che viene analizzata è quella secondo cui il virus sarebbe nato in un laboratorio di Wuhan e sarebbe stato diffuso accidentalmente al pubblico. Altre fonti hanno dichiarato alla CNN che l’intelligence americana non è stata in grado di confermare la teoria ma che sta cercando di capire se qualcuno sia stato infettato nel laboratorio a causa di un incidente o della scarsa gestione dei materiali e abbia poi contagiato altre persone.

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L’intelligence americana sta rivedendo la raccolta di informazioni  sensibili rivolta al governo cinese, ma alcuni funzionari affermano che è possibile che la vera causa non venga mai scoperta. Il Capo di Stato maggiore congiunto Mark Milley ha affermato che l’intelligence americana sta pensando seriamente all’idea che il coronavirus sia nato in un laboratorio. “Direi solo che, a questo punto, è inconcludente sebbene il peso dell’evidenza sembri indicare un’origine naturale. Ma non lo sappiamo con certezza”, ha detto Miley. Anche Mark Esper, segretario della difesa, ha dichiarato a NBC News che il governo sta analizzando attentamente la questione dell’origine del virus. “La maggior parte delle opinioni al momento è che il virus sia naturale, era organico”, ha detto Esper, facendo notare che dovranno essere svolto ulteriori lavori investigativi.

La teoria del laboratorio è stata negata dal governo cinese e molti esperti, anche esterni alla Cina, hanno gettato dubbi sull’idea. “La posizione della Cina è stata chiara sull’origine e sulle vie di trasmissione del nuovo coronavirus. Il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha ripetutamente affermato che non c’è stata alcuna prova che indichi che il virus sia stato creato in laboratorio. Molti rinomati esperti medici del mondo hanno descritto le teorie come quella delle “fughe da laboratorio” come prive di prove scientifiche”, ha detto Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Esteri cinese.

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Ma secondo quanto riportato dal Washington Post, cable del Dipartimento di Stato del 2018 dimostrano le preoccupazioni sulla sicurezza e sulla gestione dell’Istituto di Virologia di Wuhan (WIV). A gennaio 2018, l’Ambasciata americana a Pechino ha preso l’insolita iniziativa di inviare ripetutamente diplomatici scientifici al WIV. Nel 2015, il WIV è diventato il primo laboratorio della Cina a raggiungere il più alto livello di sicurezza nella bioricerca internazionale. La delegazione americana era guidata da Jamison Fouss, console generale a Wuhan, e Rick Switzer, consigliere dell’ambasciata per l’ambiente, la scienza, la tecnologia e la salute. Le autorità americane si sono scoperte così preoccupate da inviare due cable diplomatici a Washington. Dopo le visite al laboratorio, infatti, hanno avvisato che le carenze di sicurezza durante gli studi sui pipistrelli nel laboratorio avrebbero potuto portare ad un’epidemia di coronavirus.

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Il primo cable avvisava che il lavoro del laboratorio sui coronavirus dei pipistrelli e sulla loro potenziale trasmissione umana rappresentava un rischio di una nuova pandemia simile alla SARS. “Durante le interazioni con gli scienziati al laboratorio WIV, hanno notato che il nuovo laboratorio ha una seria carenza di tecnici e investigatori adeguatamente formati necessari per operare in sicurezza in questo laboratorio. Soprattutto, i ricercatori hanno dimostrato anche che vari coronavirus simili alla SARS possono interagire con ACE2, il recettore umano identificato per il coronavirus della SARS. Questo risultato suggerisce che i coronavirus dei pipistrelli simili alla SARS possono essere trasmessi agli umani per causare malattie simili alla SARS. Dalla punto di vista della salute pubblica, questo rende la sorveglianza continua dei coronavirus dei pipistrelli simili alla SARS e lo studio dell’interfaccio animale-uomo fondamentale per la previsione e prevenzione di future epidemie di coronavirus”, riporta uno dei cable.

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Xiao Qiang, scienziato dell’Università della California, ha dichiarato al Washington Post: “Il cable ci dice che ci sono state a lungo preoccupazioni sulla possibilità della minaccia alla salute pubblica derivanti dalla ricerca di questo laboratorio, se non fosse stata adeguatamente condotta e protetta”. Ci sono simili preoccupazioni per un secondo laboratorio, il Wuhan Centre for Disease Control and Prevention. Fonti vicini ai cable hanno affermato che avrebbero dovuto far scattare l’allarme sui problemi di sicurezza del laboratorio WIV, soprattutto per quanto riguarda il suo lavoro sui coronavirus dei pipistrelli. Le autorità dell’ambasciata hanno chiesto più supporto per il laboratorio, ma il governo americano non ha fornito ulteriore assistenza.

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Interrogato sui cable, il segretario di stato Mike Pompeo non ha li ha respinti, ma non ha neanche detto che rappresentano un valido collegamento con il Covid-19: “Il Partito Comunista cinese non ha dato l’accesso agli americani quando ne avevamo bisogno all’inizio. Poi sappiamo che hanno questo laboratorio. Sappiamo dei mercati di animali vivi. Sappiamo che il virus stesso si sia originato a Wuhan. Quindi tutte queste cose si uniscono. Ci sono ancora molte cose che non sappiamo. Abbiamo bisogno di conoscere le risposte a queste cose”.

Il governo cinese ha messo un lockdown totale sulle informazioni legate alle origini del virus. Pechino deve ancora fornire campioni del coronavirus raccolti dai primi casi. Il laboratorio di Shanghai che ha pubblicato il genoma del nuovo coronavirus l’11 gennaio è stato velocemente chiuso per rettifica, mentre diversi medici e giornalisti che riportarono per primi l’epidemia sono scomparsi.

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