“La raccomandazione dell’Oms permane per quanto riguarda le persone che camminano per strada: usare le mascherine è fuori dalle raccomandazioni. Può cambiare la previsione su un raggruppamento di persone in luoghi chiusi”. Lo ha specificato Ranieri Guerra, direttore vicario Organizzazione mondiale della sanità (Oms), rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza stampa alla Protezione civile a Roma, sul problema delle forniture di mascherine.
“La valutazione del rischio è la procedura essenziale per capire cosa può riaprire e in base a quali requisiti. Come si può mitigare il rischio fino a ridurlo a zero. Tenendo conto delle filiere e dei trasporti per i lavoratori. La Lombardia è il pilota di quanto accadrà nelle altre regioni, dovrà essere estremamente cauta e valutare sia rischio che protocolli per renderlo pari a zero: stato di salute dei lavoratori, classe di età a rischio, quale stato immunitario e suscettibilità al contagio e rischio esterno al posto di lavoro”.“Ciò andrà fatto d’accordo con la parte datoriale per la sicurezza del luogo di lavoro – ha aggiunto – e con i sindacati per un adeguato comportamento dei singoli lavoratori, perché oltre alle necessarie protezioni c’è anche una responsabilità individuale”.
Non solo i test sierologici: per garantire la sicurezza e un’adeguata sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro è necessaria “l’esecuzione periodica dei tamponi” ai lavoratori. I test, ha aggiunto, serviranno per “prevedere una valutazione dello stato immunitario” dei lavoratori, ai quali devono essere garantiti “livelli di massima sicurezza”.
“La Cina ha fatto capire che la soluzione della crisi si ha con distanziamento sociale e quarantena, ma andando con esercito e lanciafiamme come hanno fatto loro si ottengono procedure molto rapide, con altri metodi ed enorme fatica c’è una tempistica diversa; per questo noi vediamo questo lento plateau, un rallentamento, ma non l’azzeramento assoluto” dei contagi.
