Sono più di un milione e mezzo le persone contagiate dal coronavirus nel mondo. Lo rende noto la Johns Hopkins University, affermando che sono 1.502.618 i casi confermati a livello globale. Sono oltre 90.000, invece, i morti legati alla pandemia, secondo un conteggio dell’Afp. Ecco gli ultimi aggiornamenti dal mondo.
Altre 765 persone hanno perso la vita in Gran Bretagna a causa del coronavirus, portando così a 7.248 il totale delle vittime per il Covid-19. Lo riferiscono le autorità sanitarie britanniche, chiarendo che 140 morti risalgono a ieri, mentre gli altri 568 si riferiscono alla settimana scorsa (dal primo al 7 aprile) e gli altri 57 a marzo.
Sale a 409 il bilancio dei morti legati al coronavirus in Portogallo, stando all’ultimo bilancio, mentre sono quasi 14mila i contagi. Lo riferisce La Vanguardia. Oggi entrano inoltre in vigore nel paese misure ulteriori per contrastare la diffusione del virus decise in vista del periodo pasquale per scongiurare una impennata della malattia.
In Francia si sono superati i 12.200 morti per Coronavirus (12.210) ma si e’ registrato anche il primo calo nel numero di pazienti ricoverati in terapia intensiva. Come ha riferito il direttore generale della Salute, Jerome Salomon, 369 nuovi pazienti sono entrati in in rianimazione, per un totale di 7.066, 82 in meno rispetto a ieri.
Il parlamento spagnolo ha approvato la proroga fino al 26 aprile dello stato di emergenza per il coronavirus, come richiesto dal primo ministro Pedro Sanchez. Il capo del governo si è detto convinto che in seguito sarà necessaria un’altra proroga di 15 giorni. “Abbiamo raggiunto e superato il picco dei contagi, ci troviamo vicino all’inizio della discesa”, ora “non dobbiamo abbassare la guardia ma cominciamo a vedere la fine del cammino che ci riporterà a una nuova normalità”, ha detto Sanchez.

La Svezia, che ha scelto un approccio ‘soft’ per contenere l’epidemia da nuovo Coronavirus, ha registrato negli ultimi due giorni un picco di decessi e adesso il numero totale delle vittime e’ a 792. Anche il numero totale di casi e’ aumentato a 9.141 dei quali 719 in terapia intensiva. La Svezia non ha deciso il fermo delle attivita’ come altri Paesi europei e la vita continua piu’ o meno come al solito: i locali e i luoghi di incontro pubblici rimangono aperti, non sono stati vietati gli assembramenti, il governo si e’ limitato a consigliare agli over 70 di proteggersi e alcuni hanno preso a lavorare da casa. Diverso il caso delle vicine Danimarca e Norvegia che hanno subito chiuso confini, scuole e industrie per cercare di attuare al massimo il distanziamento sociale.
Il primo ministro ungherese Viktor Orban, a cui sono stati concessi pieni poteri sotto lo stato di emergenza, ha annunciato oggi che le misure di contenimento adottate il mese scorso per combattere la diffusione del Coronavirus saranno prorogate fino a nuovo avviso. Le misure adottate, che consentono di uscire da casa solo per recarsi al lavoro, fare shopping o andare in farmacia, sarebbe scadute l’11 aprile. “Stiamo estendendo la durata delle restrizioni di viaggio, le stiamo estendendo per un periodo indefinito”, ha dichiarato Viktor Orban in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Esamineremo queste restrizioni ogni settimana”, ha aggiunto come ha riportato la France Presse. Orban ha quindi invitato gli ungheresi a rispettare queste restrizioni durante le vacanze di Pasqua, in particolare evitando qualsiasi folla e rispettando la distanza negli spazi pubblici. “Dobbiamo abituarci all’idea che queste celebrazioni pasquali non andranno come al solito”, ha aggiunto. Ha inoltre concesso ai sindaci il potere di prendere “decisioni più rigorose” nei confronti dei loro elettori.
La settimana scorsa il parlamento ungherese ha approvato una legge che garantisce a Viktor Orban il rafforzamento dei poteri in uno stato di emergenza illimitato, ritenendo la decisione necessaria per far fronte alla pandemia che ha finora ucciso 66 persone su 980 casi registrati in questo paese di 10 milioni di abitanti. L’Ue, gli Stati Uniti e diverse capitali europee hanno invitato le autorità ungheresi a mostrare moderazione e rispetto per lo stato di diritto, preoccupati per un cambiamento autoritario a favore della pandemia.
In Croazia da ieri e’ deceduta un’altra persona per conseguenze del coronavirus, mentre sono quaranta i nuovi casi positivi al Covid-19. Lo ha riferito l’Unita’ di crisi della Protezione civile. Il totale dei decessi e’ ora di venti persone, quasi tutte anziane oppure affette da serie malattie croniche. I contagiati hanno raggiunto il totale di 1.407, numero che comprende anche i 219 guariti. La crescita viene definita lineare e contenuta, ma con una situazione ancora non tale da considerare un serio allentamento delle misure restrittive. Da oggi fino a sabato, in vista della Pasqua cattolica, sono comunque stati riattivati i mercati all’aperto. Negli ultimi giorni particolare preoccupazione ha destato il contagio di una decina di anziani in una casa di riposo a Spalato, il primo caso di diffusione del virus in una struttura per anziani.
Le autorità giapponesi hanno fornito un ulteriore aggiornamento del bilancio delle vittime della pandemia COVID-19. Nelle ultime 24 ore i contagiati accertati sono stati 565, con un picco preoccupante a Tokyo: 181 decessi. In tutto al momento i contagiati sono 5.537 a cui vanno aggiunti i 712 della nave da crociera Diamond Princess, che è stata a lungo attraccata al porto di Yokohama. I morti al momento sono 108, a cui vanno aggiunti gli 11 decessi collegati alla Diamond Princess.
La Tunisia registra altri 15 nuovi contagi da Coronavirus, che portano a 643 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo rende noto in un comunicato il ministero della Sanita’ di Tunisi precisando che i decessi ufficiali sono 24. Le persone guarite in Tunisia sono 25, quelle in quarantena oltre 3.000.
L’Algeria ha registrato nelle ultime 24 ore 30 decessi e 94 nuovi casi confermati di Coronavirus. Lo ha annunciato il portavoce del comitato scientifico per il monitoraggio del Coronavirus, Djamel Fourar. Sale quindi a 1.666 casi confermati e 235 morti il bilancio della diffusione del Sars-Cov-2 in Algeria. Per quanto riguarda i guariti, sono 347, dopo l’avvio della terapia con la clorochina. Al momento 46 contagiati sono in terapia intensiva. Il ministro della Salute, Abderrahmane Benbouzid, ha affermato che l’Algeria ha optato per la “trasparenza” nella comunicazione dei dati relativi ai contagi e ai decessi.
Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato l’estensione del lockdown per altre due settimane al fine di circoscrivere la diffusione del Coronavirus nel Paese. “Il Consiglio del comando nazionale sul Coronavirus ha deciso di estendere il confinamento nazionale di altre due settimane oltre gli iniziali 21 giorni”, ha detto Ramaphosa come riferisce il sito Eyewitness News. “Cio’ significa che la maggioranza delle esistenti misure di confinamento rimarranno in vigore sino alla fine di aprile”, ha aggiunto il capo di Stato dopo aver sottolineato fra l’altro che, prima del lockdown, i nuovi casi stavano aumentando del 42% al giorno mentre con le misure di isolamento sociale l’aumento quotidiano e’ del 4%. “Ci sono sufficienti prove per dire che il confinamento sta funzionando”, ha sostenuto Ramaphosa ricordando che il Sudafrica ha chiuso i propri confini, scuole e interrotto le attivita’ delle imprese.
Il numero di casi confermati di Coronavirus in Brasile e’ salito a 17.857, cioe’ 1.930 (12%) di piu’ di mercoledi’, mentre i decessi sono ora 941, pari a 141 (18%) di piu’ nelle ultime 24 ore, per un tasso di mortalita’ del 5,3% secondo il bollettino ufficiale del ministero della Sanita’, diffuso durante il briefing quotidiano del governo sui numeri dell’epidemia. Primi morti anche nelle favelas di Rio de Janeiro, dove vive quasi un milione e mezzo di persone. E adesso il timore e’ che il contagio divampi in quartieri contrassegnati da un’elevatissima densita’ abitative e scarse, se non inesistenti, strutture sanitarie. Si contano i primi 6 morti nelle favelas di Rio: 2 a Rocinha, la piu’ grande della megalopoli, altri 2 a Vigario Geral, e uno ciascuno a Manguinhos e Clare’, vasti agglomerati di casupole nel nord della citta’. La situazione e’ altrettanto critica a Paraisopolis, la seconda piu’ grande favela a San Paolo con 100 mila occupanti.
A Rio de Janeiro in tutto ci sono stati 92 vittime, secondo Stato brasiliano piu’ colpito dopo San Paolo (con 1.688 casi confermati). La situazione e’ allarmante perche’ a Rio sono 1,4 milioni le persone che risiedono in questi insediamenti irregolari, ancora piu’ che a San Paolo (1,28 milioni di abitanti disseminati in un migliaio di favelas). Nelle favelas di Rio, inoltre, la densita’ di popolazione puo’ essere dieci volte superiore a quella di qualsiasi altro quartiere. Molte delle favelas mancano di acquedotti o fognature e di fronte a una pandemia la cui principale misura preventiva e’ il lavaggio delle mani e’ inevitabile che i problemi si moltiplichino. La conferma dei primi decessi arriva mentre gli abitanti delle baraccopoli sembrano aver rilassato, almeno a guardare i video che circolano sui social, le misure di isolamento sociale decretate dal governo regionale. A Rio nessuno ha nemmeno raccolto l’invito del sindaco, Marcelo Crivella, agli ultra-sessantenni delle favelas: trasferirsi in albergo gratis per evitare il contagio. Su 1000 posti disponibili hanno risposto in 27.


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