Finalmente qualche buona notizia riguardo la mortalità in relazione all’epidemia di coronavirus in Italia. Arrivano dal nuovo aggiornamento del rapporto del Sistema di sorveglianza della mortalità giornaliera (SISMG) dall’1 febbraio al 18 aprile. Il rapporto riporta “a scadenza settimanale i dati di mortalità della sorveglianza SISMG in relazione all’epidemia COVID-19 nelle 19 città (Aosta, Bolzano, Trento, Trieste, Torino, Milano, Brescia, Verona, Venezia, Bologna, Genova, Perugia, Civitavecchia, Roma, Frosinone, Bari, Potenza, Messina, Palermo) incluse nel bollettino settimanale di sorveglianza della mortalità pubblicato sul portale del Ministero della Salute. La mortalità giornaliera viene ricostruita attraverso le denunce di decesso inviate nelle 72 ore successive e confrontata con la serie storica di riferimento (valore atteso)”, si legge nel rapporto. “Per ogni città, la mortalità giornaliera attesa è definita come la media per giorno della settimana e numero della settimana calcolata nei 5 anni precedenti e pesata per la popolazione residente (dati ISTAT) per tenere conto del progressivo invecchiamento della popolazione. La stima dell’eccesso di mortalità viene calcolata come differenza tra i valori della mortalità osservata e i valori della mortalità attesa“, viene puntualizzato.
“Le Figure 1A e 1B e 2A e B mostrano l’andamento della mortalità settimanale per tutte le età e per le classi di età (65-74, 75-84, 85+) aggiornata al 14 aprile 2020 separatamente per le città del nord e del centro-sud. Nelle città del nord si conferma che siamo nella fase di riduzione della mortalità in tutte le classi di età, in particolare si osserva una riduzione nelle classi di età 65-74 e 75-84 anni. Simile andamento seppure più contenuto, si osserva tra le città del centro-sud, anche in questo caso a carico delle classi di età 65-74 e 75-84 anni”.
“La figura 3 mostra la percentuale di eccesso di mortalità cumulata dall’inizio dell’epidemia COVID-19 al 14 aprile per città, classi di età e sesso. A Brescia ad esempio, l’eccesso si osserva a partire dalla prima settimana di marzo e raggiunge, tra l’ultima settimana di marzo e la prima di aprile, un incremento pari a circa il 200%, con una flessione nelle settimane successive. Il grafico mostra che nelle altre città l’incremento si osserva con qualche settimana di ritardo rispetto alle città lombarde (Brescia, Milano), e l’eccesso di mortalità è eterogeneo tra le città. I dati del grafico sono anche riportati nella tabella 1″.
“Tra le città del centro e del sud complessivamente l’eccesso è più contenuto ed è ritardato, a partire da metà marzo. Fanno eccezione Bari e Perugia dove l’incremento della mortalità si osserva a partire dal 25 febbraio, facendo ipotizzare altre spiegazioni dell’eccesso osservato. In particolare l’incremento osservato a Bari, come abbiamo più volte sottolineato, potrebbe essere dovuto, almeno in parte, a cambiamenti nel tempo nel flusso di dati per questa città”.
“L’eccesso cumulato per classi di età (Figura 3 e figura 5) evidenzia nelle città del nord un incremento significativo della mortalità in tutte le classi di età, che varia da circa il 30% nella classe di età 15-64 anni fino ad oltre l’80% nella classe 85+. Nelle città del sud l’incremento è più contenuto, complessivamente inferiore al 18%. I grafici mostrano la differenza dell’incremento per genere, evidenziando un maggior incremento osservato negli uomini. La figura 5 riporta in forma di istogramma l’eccesso di mortalità per genere e classi di età (variazione percentuale per area geografica, città del nord e città del centro-sud)”.
“Poiché come abbiamo sottolineato nei rapporti precedenti, dall’analisi della mortalità stagionale si osserva una mortalità bassa nell’inverno 2020, precedente l’epidemia di COVID, la Figura 4 mostra l’eccesso di mortalità cumulata a partire dal 1 ottobre 2019 al 14 aprile 2020 che consente di analizzare l’incremento di mortalità 4 osservato in relazione all’epidemia COVID al netto del decremento registrato nel periodo precedente. Il grafico per tutte le città del nord mostra un deficit di mortalità da fine dicembre a metà marzo, seguito da un rapido incremento dell’eccesso di mortalità. Dall’analisi del grafico per classi di età si osserva che la sotto-mortalità nel periodo pre-COVID è stata maggiore nella classe di età 75-84 anni, mentre non si osserva un deficit di mortalità nella classe di età più anziana (85+ anni). L’analisi per genere evidenzia anche un maggior eccesso negli uomini rispetto alle donne, nonostante il deficit nei mesi precedenti l’epidemia sia stato maggiore nei primi”.


“Nella tabella 1 sono riportati i dati di mortalità a partire dall’inizio dell’epidemia di COVID-19 fino all’ultima data disponibile per ciascuna città. I dati aggiornati mostrano complessivamente per le città del nord un incremento di poco superiore alla settimana precedente pari a +76% della mortalità totale, mentre tra le città del centro-sud l’incremento rimane complessivamente contenuto, e invariato rispetto alla settimana precedente (+10%). Per le singole città si osservano incrementi significativi a Bolzano (+62%), Trento (+50%), Aosta (+153%), Torino (+57%), Milano (+103%), Brescia (+197%), Verona (+40%), Venezia (+14%), Genova (+84%) e Bologna (+47%).
Tra le città del centro-sud gli incrementi osservati sono inferiori o costanti rispetto alla settimana precedente con incrementi significativi osservati a Roma (+7%), Civitavecchia (+31%), Potenza (+29%), Bari (+42%) e Messina (+20%)”.
Per quanto riguarda, l’andamento della mortalità giornaliera dal 1° febbraio 2020 all’ultimo aggiornamento disponibile, si sottolinea “una riduzione nel numero dei decessi giornalieri a Milano, Brescia, Aosta e Venezia. Si osserva inoltre un rallentamento della crescita con valori stabili a Bolzano, Trento, Verona, Torino, Genova. Si continua ad osservare invece un trend di incremento della mortalità giornaliera a Bologna“.

















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