Coronavirus, esperti USA: “A New York primi casi a metà febbraio, qui è arrivato dall’Europa non dalla Cina. E il caldo potrebbe non bastare”

"La maggioranza" dei viaggiatori che ha portato il Coronavirus a New York "è chiaramente europea", sostengono gli esperti americani

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Il caldo potrebbe non bastare per fermare il Coronavirus. A dirlo, in una lettera indirizzata alla Casa Bianca, sono i membri del comitato scientifico della National Academy of Sciences (Nas) degli Stati Uniti. I dati analizzati a Singapore e in Australia dicono che per il momento il Covid-19 puo’ espandersi tanto nei climi freddi quanto in quelli caldi.

C’e’ qualche evidenza del fatto che (il Coronavirus) puo’ trasmettersi meno efficacemente in ambienti dalla temperatura piu’ calda e umida; tuttavia, data l’assenza di immunita’ a livello globale, questa riduzione della trasmissione potrebbe non tradursi in una significativa riduzione della diffusione malattia“, si legge nel testo, riportato dall’emittente “Cnn”. Secondo la stampa queste affermazioni potrebbero deludere le aspettative del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per il quale con l’arrivo dell’estate il virus potrebbe scomparire.

Foto di Spencer Platt / Getty Images

Nel frattempo, un nuovo studio indica che il Coronavirus ha iniziato a circolare nell’area di New York a meta’ febbraio, settimane prima del primo caso confermato, e che i viaggiatori hanno introdotto il virus principalmente dall‘Europa, non dall’Asia. “La maggioranza e’ chiaramente europea“, ha dichiarato Harm van Bakel, genetista presso la Icahn School of Medicine dell’ospedale Mout Sinai. Un altro team di ricerca, della New York University, e’ giunto a conclusioni molto simili, nonostante abbia studiato un diverso gruppo di casi. Entrambe le squadre hanno analizzato i genomi dei Coronavirus prelevati dai newyorkesi a partire da meta’ marzo, riporta il “New York Times”.

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