Coronavirus, i Paesi Bassi pronti a riaprire le scuole: “Vogliamo che l’epidemia si diffonda gradualmente, i bambini si contagiano a vicenda con sintomi lievi” [VIDEO]

"Non stiamo facendo tutto questo per bloccare l’epidemia, ma per rallentarla, vogliamo che si diffonda gradualmente attraverso i bambini", spiega la microbiologa Ann Vossen

Con 36.727 casi e 4.304 vittime a causa dell’epidemia di coronavirus, i Paesi Bassi sono pronti a riaprire le scuole il prossimo 11 maggio. Ospite ad un talk show sull’emittente Kro-Ncrv, la virologa e microbiologa Ann Vossen, membro permanente dell’Omt (il team di gestione delle infezioni), ha spiegato il piano del Paese per ripartire pur controllando il diffondersi dell’epidemia. Ecco il suo intervento (video in fondo all’articolo): “Dobbiamo ricordare che non stiamo facendo tutto questo per bloccare l’epidemia, ma per rallentarla. È un sentimento comune tra la popolazione generale che “dovremmo fermarla ora!”. Ma non è questo l’obiettivo. Vogliamo assicurarci che si diffonda in modo graduale, per intenderci, mentre manteniamo il rischio per la salute pubblica e per il sistema sanitario il più basso possibile, ma non vogliamo fermarla completamente, perché in quel caso, avremmo dovuto optare per un lockdown totale”, ha detto.

“Quindi, vogliamo che le persone vengano infettate, inclusi i bambini negli asili?”, ha chiesto una delle persone in studio. “Sì, possibilmente attraverso i bambini, e i bambini che si infetteranno a vicenda, che difficilmente svilupperanno sintomi gravi”, ha spiegato l’esperta. “Potrebbero infettare il papà o la mamma, sperando che anche i loro sintomi siano solo lievi, soprattutto se non sono nei gruppi a rischio. Vorremmo poter mantenere in una sorta di bozzolo quelle persone che potrebbero essere considerate a rischio di ammalarsi gravemente. Lo scenario migliore ovviamente sarebbe se quelle persone potessero in qualche modo “aspettare” prima di essere contagiate finché non sarà disponibile un vaccino, ma ovviamente è difficile dire quando ci sarà un vaccino. Ma il fatto che l’infezione continuerà a diffondersi nella popolazione, credo che dovremo accettarlo, anche se si vorrà rallentare la sua velocità il più possibile”, ha concluso Vossen.