Coronavirus, esperto: “ La pandemia nasce dalla natura che stiamo distruggendo, ora progettare una strategia per il futuro della Terra”

"E' il tempo per progettare una strategia per il futuro del Pianeta in termini di sicurezza alimentare, clima, ambiente e salute", afferma Riccardo Valentini

Oggi, con lo stop forzato per la Pandemia da Covid-19, “e’ anche il tempo per progettare una strategia per il futuro del Pianeta, e ancora piu’ per l’Italia in termini di sicurezza alimentare, clima, ambiente e salute, digitalizzazione e nuova forma di societa’, capitalizzando cosi’ questo momento epocale”. A delineare uno scenario a lungo termine a partire dalla fase2, quella in cui si tornera’ a fare i conti con la mobilita’ fisica delle persone, e’ Riccardo Valentini, autore italiano del Rapporto Speciale su cambiamenti climatici e territorio del comitato scientifico dell’Onu sul clima (Ipcc).

“A breve termine ovviamente il lavoro e’ quello di raccogliere i dati per capire quando si potra’ riaprire e quindi avere un campione del numero di contagiati tale da poter ottenere un quadro certo in questi termini. Non e’ il mio settore specifico e lascio la parola agli esperti, tuttavia – dice Valentini – e’ necessario un grande sforzo multi-disciplinare per capire come uscire da questa crisi, tenendo conto sia dei fattori scientifici ma anche risolvendo barriere culturali, socio-economiche, istituzionali e legislative”. Su una fase2 prolungata e allargata, dice Valentini, “serve una governance globale in grado di progettare il futuro dell’umanita'”. E, sottolinea, “non e’ presto per farlo. Anzi ora e’ il momento di pianificare una serie di azioni a partire dal lavoro sulla natura”.

“Il virus – sottolinea con forza lo scienziato italiano, ordinario di ecologia all’Universita’ degli studi della Tuscia – nasce proprio dalla natura che abbiamo intaccato e dal rapporto distorto tra uomo-natura e da una natura che stiamo distruggendo”. “Questa Pandemia – sottolinea Valentini – ci ha fatto scoprire piu’ fragili e ci sta dicendo quanto male abbiamo fatto agli ecosistemi. La societa’ umana sta attraversando una crisi senza precedenti. Abbiamo superato i limiti e il Coronavirus ci impone, ora, di rivedere tutti gli schemi su cui abbiamo vissuto finora. Siamo in una situazione complicata per il Pianeta: questo virus viene dai pipistrelli, entra in un organismo ospite, sembra del pangolino, nel passato anche da animali di allevamento. Nelle regioni che sono il serbatoio naturale dei virus, come nel Sud Est asiatico, la distruzione degli habitat naturali delle specie selvatiche le ha portate a contatto con i sistemi agricoli e da qui all’Uomo. Anche le nostre scelte alimentari e la nostra dieta sono responsabili delle epidemie. E non parlo dell’Italia dove vige il massimo livello di sicurezza alimentare ma di altri Paesi del mondo”.

cambiamenti climatici cartelloDa qui, e’ l’appello di Valentini, “la necessita’ di avere regole globali sulla sicurezza alimentare anche per non penalizzare chi, anche in Italia, oggi produce cibo in modo sostenibile rispettando la Natura”. Altro tema in primo piano il clima, direttamente collegato con tutti questi aspetti. “Il futuro dell’uomo e’ messo in discussione e lo e’ ancora di piu’ per il climate change. E anche se il vertice Onu e’ stato rinviato al 2021 non dobbiamo in nessun modo, soprattutto in questo momento, rimandare l’impegno sull’azione climatica. Un vasto buco nell’ozono, probabilmente il piu’ grande mai registrato nel nord, si e’ aperto nei cieli sopra l’Artico mentre un nuovo studio sulla variabilita’ della circolazione profonda delle acque del Nord Atlantico, fenomeno considerato poco probabile in una scala temporale breve, apre invece ad un aumento di probabilita’ che questo fenomeno possa avverarsi su una scala temporale decennale o centennale in condizioni di un clima piu’ caldo”, conclude.