Coronavirus, l’allarme dei medici britannici: “Il servizio sanitario nazionale potrebbe essere sopraffatto, rischiamo di dover scegliere chi salvare”

Con l'epidemia di Coronavirus i medici potrebbero dover fare scelte di vita o morte in base alla capacit piuttosto che alla necessità: è l'allarme della British Medical Association

Nelle ultime 24 ore, nel Regno Unito sono morte altre 569 persone a causa del coronavirus, portando il numero totale della vittime a 2.921. Si tratta di un nuovo record di aumento giornaliero di decessi nel Paese. Il bilancio complessivo dei casi è di 34.164. Ora dai medici britannici arriva un nuovo allarme. Con l’emergenza della pandemia, i medici potrebbero essere messi nelle condizioni di scegliere, nelle prossime settimane, chi curare vista la scarsita’ dei macchinari necessari. L’avviso arriva dalla British Medical Association, che ha pubblicato una guida etica per coloro che lavorano in prima linea. L’organismo professionale – scrive la Bbc – afferma che in questi “tempi senza precedenti” e’ necessario un dibattito pubblico urgente sulla questione. Avverte che nonostante gli “sforzi eroici” per aumentare la capacita’, il Servizio sanitario nazionale potrebbe essere sopraffatto.

Con l’epidemia di Coronavirus i medici potrebbero dover fare scelte di vita o morte in base alla capacita’ piuttosto che alla necessita’. Nelle linee guida pubblicate la premessa e’ che tutti i pazienti dovrebbero ricevere cure mediche compassionevoli e dedicate, compresa la gestione dei sintomi. Tuttavia, “e’ legale ed etico dare la priorita’ al trattamento tra i pazienti. Questo vale quando ci sono piu’ pazienti con necessita’ di quante sono le risorse disponibili”. E in questi casi, i medici sono invitati a considerare “la gravita’ della malattia, la presenza e gravita’ di piu’ patologie e la fragilita’ o, se clinicamente rilevante, l’eta'”. L’associazione dei medici britannici sostiene che i dirigenti e i medici senior stabiliranno “soglie” per l’ammissione alle unita’ di terapia intensiva, i luoghi in cui i piu’ malati dovranno essere curati con i ventilatori. Di per se’, l’infezione da Coronavirus non dovrebbe garantire la priorita’ per il trattamento, spiega. I pazienti esclusi dalla terapia intensiva dovranno comunque ricevere altri trattamenti di cura.

Il governo britannico, inoltre, valuta l’introduzione di un “certificato di immunita‘” per le persone che hanno avuto il Coronavirus e hanno sviluppato gli anticorpi. Lo ha dichiarato il segretario alla Salute, Matt Hancock. Le persone guarite quindi potrebbero mostrare questo “passaporto” e “tornare il piu’ possibile alla vita normale”, ha spiegato. “Questa e’ una cosa importante che faremo, che stiamo analizzando”, ha dichiarato Hancock rispondendo a chi chiedeva se “un passaporto di immunita'” sia una possibile via d’uscita dal blocco. Tuttavia, ha ammonito che “e’ troppo presto per la scienza per essere in grado di chiarire questo elemento”. “Vorrei che potessimo – ha spiegato – ma la ragione per cui non possiamo e’ perche’ la scienza non e’ ancora abbastanza avanzata”.