Coronavirus, riaprire tutto provocherebbe una catastrofe: ecco il drammatico documento del Comitato tecnico-scientifico

Se si riaprisse ora tutto, in barba a regole e prescrizioni per evitare il contagio, ecco cosa succederebbe entro l'8 giugno

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Sono numerosi gli italiani che in questi giorni, a gran voce, hanno espresso delusione nei confronti della fase 2 della lotta al Coronavirus e hanno chiesto di riaprire tutto, uffici, scuole, bar, ristoranti. Ma cosa succederebbe se si riaprisse ora tutto, in barba a regole e prescrizioni per evitare il contagio? A quanto pare lo scenario potrebbe essere apocalittico, almeno secondo quanto previsto dal report del Comitato tecnico-scientifico in base al quale il governo ha preso le decisioni sul da farsi in questa seconda fase.

Se tornassimo ora a vivere normalmente, l?8 giugno si raggiungerebbe il picco dei contagi con numeri da capogiro: 151 mila posti di terapia intensiva necessari (l’Italia attualmente ne conta solo 10 mila), con un numero di pazienti con necessità di esseri ricoverati in terapia intensiva che sfiorerebbe i 430 mila entro la fine dell’anno.

Ecco quanto si legge nel report, sulle cui basi il governo ha stilato le direttive per la fase 2: “Il modello evidenzia come sia ipotizzabile attivare i seguenti settori Ateco a patto che vengano adottate tutte le misure di distanziamento sociale e di igiene personale ed ambientale: 1. settore manifatturiero; 2. settore edilizio; 3. settore commercio correlato alle precedenti attività e con, in fase iniziale, l’esclusione delle situazioni che generano forme di aggregazioni (es. mercati e centri commerciali); 4. trasporto locale correlato alle attività di cui ai punti 1, 2 e 3”.

Essendo le stime attuali di R0 (parametro che indica il tasso di diffusione dei contagi, ndr) comprese nel range di valori tra R0=0.5 e R0=0.7, ed essendo evidente dalle simulazioni che se R0 fosse anche di poco superiore a 1 (ad esempio nel range 1.05-1.25) l’impatto sul sistema sanitario sarebbe notevole, è evidente che lo spazio di manovra sulle riaperture non è molto”. Per questo motivo si è dunque deciso di frenare con attività di bar e ristorazione, che in caso di apertura totale farebbero schizzare R0 sopra l?1 anche se fosse esclusa dalla fruizione la fascia di popolazione over 65. Stesso discorso per le scuole: “Riaprire le scuole innescherebbe una nuova e rapida crescita epidemia di Covid-19. In particolare, la sola riapertura delle scuole potrebbe portare allo sforamento del numero di posti letto in terapia intensiva attualmente disponibili a livello nazionale”.

E per quanto riguarda i congiunti? La decisione in merito è stata presa dalla politica, nonostante i consigli degli esperti andassero in ben altre direzioni. Si tratta di una sorta di ‘valvola di sfogo’ per i cittadini ormai sotto pressione da mesi. Inoltre, per mantenere R0 inferiore a 1, gli scienziati hanno chiesto “il rispetto delle raccomandazioni dei sistemi di trasporto”, il “rispetto delle raccomandazioni” di carattere generale, “il mantenimento del distanziamento sociale e dell’igiene frequente delle mani e ambientale in tutte le attività”, e l’utilizzo delle mascherine in tutti i luoghi pubblici. Su quest’ultimo aspetto i tecnici osservano che “ci sono però delle incertezze sul valore dell’efficacia dell’uso di mascherine per la popolazione generale dovute a una limitata evidenza scientifica, sebbene le stesse siano ampiamente consigliate; oppure variabili non misurabili, es. il comportamento delle persone dopo la riapertura in termini di adesione alle norme sul distanziamento sociale ed utilizzo delle mascherine e l’efficacia delle disposizioni per ridurre la trasmissione sul trasporto pubblico”. E proprio in quest’ottica si è consigliato una approccio progressivo, ovvero quello adottato dal governo.