Coronavirus, Spagna: Sanchez presenta il piano di deconfinamento

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha presentato il piano di deconfinamento per l'uscita dall'emergenza dell'epidemia del coronavirus

Il presidente del governo spagnolo Pedro Sanchez ha presentato il piano di deconfinamento per l’uscita dall’emergenza dell’epidemia del coronavirus. Esso dipenderà non da date prefissate ma per obbiettivi epidemiologici da raggiungere: numero di contagi, decessi, capacità di isolamento e test dei casi sospetti.

Si tratta di un piano in quattro fasi della durata minima di quindici giorni ciascuna, da applicarsi non in modo uniforme su tutto il territorio ma per provincie o unità territoriali, dettaglio che viene delegato alle differenti comunità autonome (regioni) – fermo restando il divieto di movimento tra le singole zone o provincie interessate e l’obbligo di mascherina fino a che non sia disponibile un vaccino o una cura terapeutica contro il coronavirus.

Fase 0: è quella attuale, con qualche alleviamento generico del lockdown – come la possibilità di uscita quotidiana per gli under 14 oppure, a partire dal 2 maggio, di poter passeggiare o fare sport individualmente. Il 4 maggio le isole di Formentera e tre delle Canarie apriranno i negozi su preappuntamento e autorizzeranno i bar e ristoranti a fornire un servizio a domicilio.

Fase 1: apertura dei piccoli negozi osservando le norme di distanziamento sociale; i centri commerciali rimarranno invece chiusi. Bar e ristoranti potranno aprire solo le zone esterne, al 40% della capacità, mentre gli alberghi funzioneranno ma senza aprire le zone comuni. Apertura anche per i luoghi di culto, ma a un terzo della propria capacità.

Fase 2: le zone che rispettino gli obbiettivi epidemiologici passeranno alla fase successiva, in cui bar e ristoranti apriranno anche le sale interne ma sempre a un terzo della capacità; l’anno scolastico non riprenderà ma le scuole riapriranno le proprie porte per accogliere quei bambini minori di sei anni i cui genitori lavorino entrambi o per svolgere attività di sostegno. Riapertura anche per cinema, musei e spazi culturali, sempre a un terzo della capacità e comunque non oltre 50 persone negli spazi chiusi e 400 all’aperto, e ripresa dei campionati sportivi professionistici. I luoghi di culto potranno ampliare la propria capacità al 50%.

Fase 3: maggiore flessibilità per gli spostamnenti fra le provincie; i negozi potranno ampliare la capacità al 50% sempre rispettando però le regole del distanziamento sociale.