Coronavirus, in Svezia monta la rabbia per la strage di anziani: nelle case di riposo un terzo dei morti del Paese

Circa un terzo delle 1.511 vittime finora registrate in Svezia, ovvero più di 500, vivevano in case di riposo: "Questa è la nostra grande area problematica"

La Svezia ha deciso di non imporre alcun tipo di lockdown per combattere la pandemia di coronavirus, affidandosi al senso di responsabilità dei cittadini per rispettare le raccomandazioni della Sanita’. Ma adesso monta la rabbia per l’elevato numero di morti che il coronavirus sta facendo tra la popolazione anziana, a cominciare dai residenti delle case di riposo. Circa un terzo delle 1.511 vittime finora registrate in Svezia, ovvero piu’ di 500, vivevano in case di riposo, un fenomeno che adesso preoccupa l’Agenzia per la salute pubblica svedese.

Magnus Bondesson ha cominciato a preoccuparsi poco dopo il tre aprile, giorno in cui sono state vietate le visite alla casa di riposo dove vive sua madre 69enne, nella citta’ di Uppsala. L’istituto ha “introdotto le chiamate via Skype ed e’ stato allora che ho visto due dipendenti – ha raccontato Bondesson al Guardian -. Ma non avevano nessuna mascherina e non indossavano i guanti”. Quella stessa settimana sono cominciati ad apparire sui media nazionali numerosi articoli e servizi sul violento impatto del coronavirus tra gli anziani, con centinaia di contagi soprattutto nelle case di riposo di Stoccolma – la regione piu’ colpita – ma anche nel resto del Paese.

sveziaQuesta e’ la nostra grande area problematica“, ha ammesso Anders Tegnell, l’epidemiologo dell’Agenzia per la salute pubblica svedese ideatore dell’approccio morbido adottato dal governo. E lo stesso premier ha riconosciuto adesso che il Paese si trova davanti ad una “situazione seria” riguardo alle sue case di riposo. Le direttive del governo per gli operatori sanitari che lavorano nelle case di riposo sono chiare: il personale non ha l’obbligo di indossare materiale protettivo come mascherine e guanti a meno che non sospetti di avere a che fare con un ospite contagiato dal virus. Non a caso, quindi, le critiche piu’ dure sono arrivate soprattutto dagli stessi dipendenti delle case di riposo: “Dove lavoro non abbiamo affatto mascherine e siamo in contatto con le persone piu’ vulnerabili di tutte”, si e’ lamentato un operatore citato dal Guardian che ha voluto mantenere l’anonimato. “Non abbiamo disinfettante per le mani, solo sapone – ha proseguito -. Questo e’ tutto, siamo tutti preoccupati”. Da parte sua, un’infermiera intervistata dall’emittente svedese SVT non ha dubbi: “La cosa peggiore e’ che siamo noi, i membri del personale, a portare l’infezione agli anziani… E’ incredibile che un numero ancora maggiore di loro non abbia contratto l’infezione. E’ uno scandalo”.