Coronavirus, ecco la strategia UE per uscire dalla crisi: “L’Europa ha bisogno di un piano Marshall”

Coronavirus, Ursula von der Leyen: "L'Europa ha bisogno di un piano Marshall per uscire dalla crisi, servono investimenti pubblici e privati"

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L’Europa ha bisogno di un piano Marshall per uscire dalla crisi del Coronavirus, servono investimenti pubblici e privati e la chiave è un forte bilancio settennale, che è già consolidato come motore di innovazione ma dovrà essere diverso dagli altri bilanci, dovrà dare la risposta europea alla crisi“: lo ha affermato la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen. Il bilancio “dovrà far riprendere il mercato unico per evitarne la frammentazione e favorire gli investimenti” soprattutto nei settori innovativi e green.

La presentazione delle linee guida per allentare le restrizioni introdotte a seguito del Coronavirusnon è un segnale che le misure di distanziamento vanno tolte ora: intendiamo dare un quadro per gli Stati membri” dell’UE, che “sono stati toccati in maniera diversa per quanto riguarda l’intensità e il calendario dell’epidemia“, ha spiegato la presidente della Commissione UE presentando il documento preparato da Commissione e Consiglio europeo per la ripartenza dopo la paralisi da Coronavirus.
Raccomandiamo un approccio graduale. Ogni misura deve essere costantemente monitorata, e bisognerà capire se ci sono nuovi focolai” o se il numero di casi resterà costante.

Al momento, nonostante le restrizioni all’interno dell’area Schengen, “il flusso di merci sta funzionando, e i lavoratori transfrontalieri possono spostarsi da un Paese all’altro“. Ma “ora inizia un momento cuciale: se i Paesi, passo dopo passo, tolgono le restrizioni, sarà della massima importanza notificare la Commissione e gli altri Paesi“, ha annunciato la presidente della Commissione europea. “Ad esempio, se si deciderà di aprire negozi in un solo Paese, non vorremmo che i cittadini attraversino i confini per andare a fare acquisti“, rischiando un’ondata di contagi. “Vogliamo evitare di dover riapplicare quelle misure che, poco a poco, adesso programmiamo di rimuovere“.

A oggi più di 3 mila miliardi di euro sono stati mobilitati nella Ue per combattere la crisi economica” legata al Coronavirus, ma “arriveranno altre misure“, precisa Ursula von der Leyen, che ha ricordato le misure decise dalle istituzioni europee, dalla flessibilità dei fondi UE all’intervento della Bei.

La strategia europea per la ripresa deve avere come priorità la “riparazione del mercato unico europeo” e lo “sviluppo di un’imponente strategia d’investimento“, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, presentando le linee guida per la exit strategy dell’UE dalla crisi coronavirus. “Il mercato unico è un bene comune Ue, è il cuore pulsante dello sviluppo europeo e della capacità di coesione sociale. E’ stato danneggiato e colpito dalle decisioni prese” dai Paesi membri per ragioni sanitarie.
L’Unione europea non può ancora indicare la cifra che sarà messa sul tavolo per fronteggiare la crisi economica seguita alla pandemia, “dovremo tentare di precisare nelle prossime settimane quale sarà l’importo“, è “in corso una discussione politica tra i paesi membri” in vista del vertice dei leader del 23 aprile. “Nelle ultime settimane sono state prese decisioni molto importanti con un forte impatto finanziario da parte della Commissione, della Bce e l’Eurogruppo ha decisio di mettere a disposizione più di 500 miliardi ma al momento non conosciamo ancora la cifra globale, dovremo tentare di precisare nelle prossime settimane quale sarà l’importo” totale che sarà messo a disposizione.

“Joint European Roadmap towards lifting Covid-19 containment measures”

“Anche se il ritorno alla normalità sarà molto lungo, è chiaro che le misure straordinarie di chiusura non possono durare all’infinito“: lo sottolinea la “Joint European Roadmap towards lifting Covid-19 containment measures”, presentata oggi a Bruxelles dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Per l’Ue occorre “una valutazione continua” delle misure di contenimento in vigore, per assicurarsi che siano “proporzionate“, a mano a mano che “la nostra conoscenza del virus e della malattia si evolve“. Pertanto, “è indispensabile pianificare la fase in cui gli Stati membri potranno far ripartire le attività economiche e sociali, minimizzando gli impatti sulla salute delle persone e senza sovraccaricare i sistemi sanitari. Questo richiede un approccio ben coordinato nell’Ue e tra gli Stati membri“.

Nella popolazione dell’Ue ci sono “gruppi più vulnerabili“, tra cui gli “anziani“, che “dovrebbero essere protetti più a lungo” dal possibile contagio, sottolinea la “Joint European Roadmap towards lifting Covid-19 containment measures”. “Anche se mancano ancora dati complessivi, le evidenze suggeriscono che gli anziani e le persone che soffrono di malattie croniche sono a maggior rischio. Le persone con malattie mentali sono un altro possibile gruppo a rischio. Dovrebbero essere previste misure per continuare a proteggere” queste categorie, “rimuovendo le restrizioni per gli altri gruppi” della popolazione, generalmente meno vulnerabili agli effetti del Coronavirus.

In Unione Europea l’azione per rimuovere le misure di contenimento decise per contrastare la pandemia di Covid-19 sarà “graduale“, dato che “le misure verranno rimosse in diversi stadi e dovrebbe essere lasciato un tempo sufficiente tra stadio e l’altro (per esempio, un mese), dato che gli effetti della loro rimozione possono essere misurati solo nel corso del tempo“.