Scienza: le placche tettoniche hanno modellato lo sviluppo della vita

La crosta terrestre è formata da 15 diversi blocchi che si muovono e si spostano e hanno iniziato la loro "danza" circa 3,2 miliardi di anni fa, al momento in cui risale la prima evoluzione del nostro pianeta"

Sono diverse le fasi di evoluzione della Terra, che si stima abbia 4,5 miliardi di anni. Nel tempo essa si è trasformata dalla grande sfera di gas e fuoco nel pianeta abitabile che è oggi, e parte di questi cambiamenti dipendono dalla tettonica a zolle, che ha giocato un ruolo fondamentale anche nello sviluppo della vita. Lo sostengono in un articolo pubblicato sulla rivista Science Advances i ricercatori dell’Università di Harvard, i quali sostengono che le placche tettoniche in movimento da 3,2 miliardi di anni abbiano contribuito a creare ambienti con le condizioni adatte alla formazione della vita, sia chimicamente che fisicamente.

“La crosta terrestre è formata da 15 diversi blocchi che si muovono e si spostano e hanno iniziato la loro “danza” circa 3,2 miliardi di anni fa, al momento in cui risale la prima evoluzione del nostro pianeta“, spiega Alec Brenner, dottorando presso l’Università di Harvard, che, coadiuvato dal docente Roger Fu, ha analizzato campioni di rocce formate più di tre miliardi di anni fa.

“Grazie a questo tipo di analisi, condotta su 235 diversi campioni, abbiamo dedotto che questa zona 3,2 miliardi di anni fa si muoveva di circa 2,5 centimetri all’anno, una velocità simile a quella che si osserva oggi. Questo significa che la Terra primordiale non era molto diversa dal pianeta in cui viviamo”, prosegue Fu, aggiungendo che gli organismi monocellulari si sarebbero sviluppati quindi in un ambiente più stabile e mite di quanto si pensasse in precedenza.

“I movimenti delle placche hanno contribuito alla formazione dei bacini oceanici e delle catene montuose, ma hanno provocato reazioni chimiche che hanno stabilizzato la temperatura della superficie terrestre nel corso degli anni, il che ha permesso l’evoluzione della vita”, affermano i ricercatori. “Per quanto ne sappiamo, la Terra e’ l’unico pianeta che conosciamo che presenti il movimento della tettonica, ma non e’ escluso che questi principi possano applicarsi ad altri pianeti. Se riuscissimo a comprendere i meccanismi che hanno portato allo sviluppo di questi movimenti, potremmo avere le idee più chiare riguardo la possibilita’ che una simile condizione si verifichi altrove nell’Universo, vista l’importanza del legame tra tettonica a zolle, evoluzione della vita e stabilizzazione del clima“, conclude Brenner.

“I ricercatori discutono sulla scala temporale in cui la tettonica a zolle è diventata attiva, ipotizzando che sia un momento compreso tra 1 e 4 milioni di anni fa, però è difficile rispondere con certezza, dato che la maggior parte delle rocce che contengono informazioni cosi’ lontane nel tempo oggi costituiscono meno del 5 per cento della superficie terrestre”, aggiunge Roger Fu, del Dipartimento di Scienze della Terra. Il team ha prelevato dei campioni di roccia dal Honeyeater Basalt, un cratere australiano formatosi circa 3,5 miliardi di anni fa.

Questo cratere, largo circa 480 chilometri, si trova su uno dei pezzi stabili e primordiali della crosta terrestre. Abbiamo studiato i campioni, risalenti a circa 3,2 anni fa, grazie a un microscopio quantistico, o QDM, che consente di stabilire l’età dei minerali magnetici presenti rocce. Si tratta di una tecnica del paleomagnetismo”, spiega Brenner. “Le rocce possono registrare informazioni sulla direzione del campo magnetico locale in cui si formano e, sulla superficie terrestre, questa direzione e’ direttamente correlata alla latitudine. Quindi, misurando le magnetizzazioni di alcune delle rocce piu’ antiche sulla Terra, possiamo capire con precisione dove si sono formate, in modo da ricostruire i movimenti tettonici nel tempo“, aggiunge il ricercatore.