“L’Italia è un malato, che è in condizioni certamente migliori di prima, ma è pur sempre un malato, che non può permettersi ricadute”. E’ quanto avverte il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, rispondendo nell’Aula di Montecitorio a un’interrogazione parlamentare presentata da Iv, durante il question time. “La prudenza che il Governo ha utilizzato è tutta finalizzata a questo obiettivo – sottolinea Boccia – Nel mondo sono stati tanti gli ‘stop and go’, i lockdown bloccati e ripartiti, le chiusure improvvise. Noi non possiamo permettercelo: sappiamo e siamo consapevoli che è necessario garantire alle nostre imprese una ripartenza in sicurezza, soprattutto nei luoghi di lavoro; una ripartenza che non dovrà più vedere stop”.

Boccia afferma che “assicurare l’unità giuridica ed economica a tutela dei livelli essenziali delle prestazioni riguardanti i diritti civili e sociali è compito di ognuno di noi. E la salute, intesa come fondamentale diritto dell’individuo e come interesse della collettività, ci impone cautela e attenzione”.
Riguardo alla mobilità inter-regionale, “la valutazione che sarà fatta a partire dal 18 maggio ed entro la fine del mese, ci consentirà di fare valutazioni definitive. Ovviamente – aggiunge Boccia – sarà più facile garantire una relazione tra Regioni a basso rischio, sarà molto più complicato consentire il passaggio dei cittadini da una Regione a basso rischio e una ad alto rischio e viceversa. Ma questo lo verificheremo insieme: il Governo si confronterà sempre con le Regioni e sicuramente con il Parlamento”, assicura il ministro per gli Affari regionali.
