Coronavirus, l’Europa riparte: lunedì la Germania riapre scuole, parrucchieri ed estetisti, in Austria riaperti i centri commerciali, in Spagna via libera a jogging e passeggiate

A due mesi e mezzo circa dallo scoppio dell’epidemia in Europa in cui l’Italia è diventata epicentro, il continente è pronto a ripartire, seppur a velocità diverse

  • Foto David Ramos/Getty Images
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  • Foto di Thomas Kronsteiner / Getty Images
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La pandemia di coronavirus ha messo il mondo in stand-by, costringendo numerosi Paesi a ricorrere al lockdown e a fermare, di fatto, l’economia. Ma ora, a due mesi e mezzo circa dallo scoppio dell’epidemia in Europa in cui l’Italia è diventata epicentro, è tempo di ripartire. O meglio l’Europa riparte ma l’Italia no. Tutto il continente, infatti, seppure con velocita’ diverse, entra nella fase 2, ma l’Italia si trova un passo indietro, nonostante da noi l’epidemia sia arrivata prima.

Dalla Spagna alla Germania, dall’Austria alla Grecia fino ai Paesi scandinavi, tutti stanno lentamente allentando i blocchi, disponendo allo stesso tempo misure di distanziamento sociale, introducendo l’obbligo di indossare mascherine o incrementando i test per cercare di rintracciare e spegnere nei tempi piu’ rapidi possibili eventuali nuovi focolai.

La Germania, forte della costante discesa dell’indice di contagio, prosegue con la tabella di marcia fissata per l’uscita dalle misure di contenimento. Il 20 aprile avevano riaperto i negozi e i liceali avevano iniziato le prove di maturita’ in alcuni Laender. Lunedi’ tocchera’ ai ragazzi di fine ciclo delle elementari e a quelli delle superiori tornare tra i banchi mentre il 6 maggio si decidera’ il piano per far tornare in classe e negli asili anche i bambini piu’ piccoli. Sempre lunedi’ riprenderanno a lavorare anche parrucchieri e estetisti, due delle categorie ritenute piu’ a rischio per la distanza ravvicinata con i clienti.

Con l’inizio della prossima settimana riapriranno le scuole anche in Austria, anche se per il momento solo le classi che devono affrontare l’esame di maturita’. I bambini dai 6 ai 14 anni dovranno aspettare meta’ maggio. Nella fase 3, probabilmente dal 29 maggio, torneranno sui banchi gli studenti dai 15 anni delle scuole professionali e degli istituti politecnici. Hanno gia’ riaperto invece centri commerciali e parrucchieri, con folle di persone in fila fuori dai negozi (vedi foto della gallery scorrevole in alto, a corredo dell’articolo), clienti con la mascherina a tagliarsi i capelli e barriere di plexiglas davanti al viso per proteggere gli estetisti.

Già in questo fine settimana, diversi Paesi europei hanno proseguito con le graduali riaperture avviate nei giorni scorsi. Per gli spagnoli e’ stato il primo giorno di passeggiate, jogging e giri in bicicletta dopo 48 giorni di reclusione forzata nelle loro case. La scorsa settimana erano stati ‘liberati’ per primi i bambini, con la possibilita’ di uscite da un’ora a massimo un chilometro da casa. Da lunedi’ potranno aprire ristoranti e caffe’ non solo per fare le consegne a domicilio ma anche per consentire il ritiro di ordinazioni in sede. E sara’ obbligatorio indossare le mascherine protettive sui mezzi pubblici.

Il 4 maggio sara’ una data cruciale per molti altri Paesi: la Grecia, l’Islanda, l’Ungheria, il Portogallo, la Slovenia e il principato di Monaco in varia misura si preparano ad allentare le restrizioni imposte ai rispettivi cittadini nelle scorse settimane. In Francia, dove lo stato di emergenza e’ stato prolungato fino al 24 luglio, lunedi’ il premier Edouard Philippe presentera’ la sua strategia per la ripresa davanti al Senato, chiamato a votare il piano. I francesi prevedono di far tornare i loro alunni sui banchi di scuola a partire dall’11 maggio, anche se tra mille dubbi e polemiche.

La situazione dell’epidemia, però, non e’ uguale dappertutto. Spiccano i casi di Russia e Regno Unito. La Russia si trova a fronteggiare un nuovo record di contagi: quasi diecimila in piu’ in appena 24 ore, mentre il Regno Unito, terzo Paese al mondo per numero di vittime dopo gli Stati Uniti e appena dietro l’Italia, continua a viaggiare al ritmo di circa 600 morti al giorno e non prevede per il momento alcun allentamento del lockdown. Nonostante il primo ministro Boris Johnson sostenga che nel Paese sia stato superato il picco dell’epidemia. Anche la vicina Irlanda ha optato per la massima prudenza con altre due settimane di restrizioni rigide e non pensa di riaprire le scuole prima di settembre.

L’Europa, in conclusione, è pronta a ripartire: si spera che nelle prossime settimane, le riaperture che stanno contrassegnando la rinascita di molti Paesi europei diventino la normalita’ in tutto il Continente.