Quando è iniziata davvero l’epidemia del nuovo coronavirus? Molto prima di quanto si pensi. Dopo la notizia diffusa qualche giorno fa secondo la quale in Francia il “paziente 0” è stato ricoverato il 27 dicembre 2019, adesso sono gli atleti che hanno partecipato ai Giochi Mondiali militari a Wuhan dal 18 al 27 ottobre scorso a insinuare un ulteriore dubbio.
Molti sportivi hanno accusato durante quella manifestazione sintomi riconducibili al Covid 19. Tra gli altri anche l’olimpionico della spada a Pechino 2008, Matteo Tagliariol, parte della delegazione italiana composta da circa 200 persone: “Quando si è cominciato a parlare del virus, senza nessuna competenza medica, mi sono detto: allora l’ho preso. Ho 37 anni, sono sportivo, sono stato davvero molto male rispetto ai miei standard”.

Anche la sua compagna, la fiorettista azzurra Martina Batini, ha avuto qualche sintomo, “ma in maniera più lieve. In quei giorni mangiavo poco, quindi non ho fatto caso ad una mancanza di gusto e olfatto, come capita spesso a chi soffre di questa malattia. Posso dire che, rispetto a una normale influenza, è durata tanto ed è stata molto forte, però non ho competenze mediche per sbilanciarmi oltre”.
Ma il ministero della Difesa di Parigi smentisce: “La delegazione francese ha beneficiato del monitoraggio medico, prima e durante i Giochi a Wuhan, con un team dedicato composto da circa venti persone. Non vi sono stati in seno alla delegazione francese casi dichiarati durante e al ritorno dai Giochi assimilabili, a posteriori, a casi di Covid 19. Finora, per quanto ne sappiamo, nessun altro Paese rappresentato all’evento di Wuhan ha segnalato casi simili. Il primo caso di Covid 19 è stato segnalato dalla Cina all’Oms solo a fine dicembre, due mesi dopo la fine dell’evento”.
Insomma, ai test sierologici l’ardua sentenza.
