“E’ durissima ma il nostro mestiere è tornare in campo”. Così il capitano di Juventus e Nazionale, Giorgio Chiellini, in merito alla possibile ripartenza della Serie A ferma da due mesi per l’emergenza coronavirus. “Devo confessarlo: a casa con le mie tre donne, mia moglie e le due bambine, sono stato benissimo -dice il 35enne livornese a ‘Repubblica’-. E quando la Juve mi ha richiamato alla Continassa mi è piombata la tristezza addosso. Però mi è bastato uscire con la macchina allo svincolo di Venaria perché mi si riaccendesse subito qualcosa. È stato bello ricominciare”.
Chiellini non si sbilancia sul possibile ritorno in campo: ‘‘Non ne ho idea. Questa pandemia ci sta insegnando a vivere il presente, ad adattarci a cambiamenti quotidiani, a ragionare su un futuro di due mesi al massimo. Avevamo comunque bisogno di ripartire, non è semplice e l’ho notato in compagni più giovani di me. Se penso a tre mesi senza tifosi mi passa la voglia. Ci vorrà una forza mentale sovrumana e difatti mi chiedo: ma perché lo devo fare? Ma anche: e perché no? È il nostro lavoro e dobbiamo adattarci, come anche a tutto il resto”.
