“Quando si potrà dare in vacanza? Non è solo la politica che decide. Io ho chiesto al Comitato tecnico scientifico di avere delle indicazioni che consentano la riapertura, mi risponderanno entro la settimana e in base a questo agiremo, il prima possibile. Le vacanze si faranno ma saranno diverse: dovremo mantenere il distanziamento, usare le mascherine, fare le sanificazioni ma le vacanze si potranno fare. Anche per questo stiamo sollecitando le autorità europee, per avere delle regole europee comuni evitando il rischio di accordi bilaterali tra i paesi, perche’ abbiamo visto che l’epidemia non conosce confini”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali e del Turismo Dario Franceschini al Senato nel corso dell’informativa sulle iniziative del Mibact per contrastare l’emergenza Covid-19. Il ministro ha sottolineato che cultura e turismo assieme realizzano il 20% del pil e che nel decreto da 55 miliardi in arrivo ci saranno misure che riguardano il turismo, aggiungendo che il settore e’ “in ginocchio” e che non è stata dichiarato lo stato di crisi perché “siamo ben oltre l’emergenza”.
“Stiamo ragionando su uno strumento che aiuti le famiglie con reddito medio-basso (secondo il reddito Isee) e contemporaneamente le imprese turistiche, un bonus ovvero un tax credit vacanze da spendere nel 2020 in strutture ricettive italiane, che sarà legato al numero dei componenti del nucleo familiare. Parliamo di una cifra significativa che potrebbe portare coprire diversi milioni di famiglie”. A dirlo, nell’informativa al Senato, il ministro Dario Franceschini durante un’informativa sulle iniziative per i beni e le attività culturali e il turismo per contrastare il coronavirus. “Le imprese – aggiunge – potranno recuperarlo immediatamente nel mese successivo, sapete infatti che le imprese hanno ogni mese tante scadenze da pagare. Questo vuol dire sostenere le famiglie spingendo perché possano fare le vacanze e contemporaneamente dare liquidita’ alle imprese perché se uno va in albergo nel resto della giornata va al ristorante allo stabilimento balneare e in altri luoghi”.
“Quando si parla di stare assieme in un cinema, in un teatro e in concerto adesso si usa la parola “assembramento” e quindi ci sono dei problemi in più rispetto agli settori e bisogna che ci siano misure in più. Stiamo lavorando a misure per tutelare, salvare, proteggere il settore della cultura che e’ quello che ci rende forti e riconoscibili nel mondo. La prima scelta che è stata fatta – spiega – e che verrà confermata nel decreto di 55 miliardi è l’utilizzo dei fondi ordinari (fondo unico dello spettacolo piu’ tax credit cinema piu’ i 130 milioni che abbiamo messo nel primo provvedimento di emergenza in favore di spettacolo e cinema), la cui somma vale 1 miliardo e viene erogata se vengono rispettate determinate regole (numero di serata etc). Ebbene abbiamo deciso di erogarle ugualmente senza il rispetto di questi parametri. L’80% sara’ messo disposizione subito dopo l’approvazione del decreto in modo da dare fiato a tutte queste istituzioni culturali e non le legheremo al numero di serata che non potranno rispettate ma in modo permanente”.


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