Coronavirus, il virologo Pregliasco: “Senza app e test riaperture più rischiose”

"Senza che siano ancora stati attivati la app per il tracciamento dei casi, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi"

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“Senza che siano ancora stati attivati la app per il tracciamento dei casi, i test sierologici ed un rafforzamento mirato dei tamponi, diventano più rischiose le ulteriori riaperture di attività commerciali e sociali al via da oggi”. A sottolinearlo al’ANSA è il virologo dell’Università di Milano Fabrizio Pregliasco.

“La situazione è in evoluzione e l’organizzazione ha dei tempi, ma le azioni di tracciamento attraverso il sistema della app e l’effettuazione dei tamponi vanno velocizzati il più possibile. E’ anche importante che partano i test sierologici – spiega Pregliasco – perché è fondamentale, ai fini delle decisioni da prendere localmente, poter sapere quale sia la reale diffusione del virus sul territorio. Ma va ribadito che questi test non sono patenti di immunità”.

Ma soprattutto, rileva, “ci vogliono più tamponi mirati ed un’organizzazione sul territorio capace di intercettare e isolare i soggetti positivi, a partire dalle unità mediche per la gestione dei casi a domicilio Usca, che si stanno organizzando ma non sono ancora a sistema”.

Ovviamente, avverte l’esperto, “con le più ampie riaperture si teme ora che ci possa essere una ripresa di focolai. Per questo è fondamentale il monitoraggio nelle regioni attraverso i 21 parametri indicati dal ministero della salute. Ma al contempo è anche cruciale essere pronti a mettere in campo la ‘linea di reazione’ all’eventuale incremento dei contagi proprio per arginare sul nascere i nuovi focolai, e tale ‘reazione’ è rappresentata appunto da tamponi e app”.

In altre parole, afferma l’esperto, “se non si fa presto a rendere effettiva questa linea di reazione, successiva al monitoraggio, il rischio aumenta”. Pregliasco sottolinea inoltre la necessità di una maggiore chiarezza in merito alla app: “Andrebbe chiarito cosa accade una volta comunicato il contatto con un positivo: il soggetto dovra’ essere essere parte attiva e rivolgersi alla asl o sarà invece contattato in automatico per le procedure successive e un eventuale tamponi? tutti aspetti centrali – conclude – che vanno chiariti“.