Coronavirus, la scienza spiega le differenze con la Germania: “In Italia più morti per sovraccarico degli ospedali ed età dei contagiati”

Ad oggi, le 6.600 vittime confermate in Germania sono molto meno degli oltre 28 mila decessi registrati in Italia: ecco a cosa sono dovute queste differenze

“La domanda non e’ se nei prossimi anni si potra’ tornare ad una ‘vecchia normalità. Casomai la questione e’ se saremo in grado di abituarci ad una nuova normalita'”, afferna Andreas Backhaus, l’economista tedesco specializzato in demografia e storia dell’economia.  Nelle ultime settimane e’ stato uno degli esperti piu’ citati quando si è parlato dei differenti tassi di letalita’ da coronavirus in Italia e in Germania. Ad oggi, le 6.600 vittime confermate nella Repubblica federale sono molto meno degli oltre 28 mila decessi registrati nel nostro Paese.

Backhaus e’ stato uno dei primi, con un articolo pubblicato a meta’ marzo, a indicare l’eta’ media dei contagiati come uno dei principali fattori di cui tenere conto nel valutare la mortalita’ di questa pandemia. “Si’, abbiamo prove relativamente valide rispetto al tasso di mortalita’, che si determina dividendo le vittime di Covid-19 divisi dai casi confermati di infezione”, spiega all’AGI l’economista. “Abbiamo potuto osservare che questo tasso gia’ ad inizio marzo era decisamente piu’ alto in Italia che nella Corea del Sud oppure in Germania. E si poteva capire gia’ allora dai dati che le persone nelle quali l’infezione era confermata erano decisamente piu’ anziane in Italia. E dato che persone piu’ vecchie hanno evidentemente una maggiore probabilita’ di morire a causa di Covid-19, era logico che un numero relativamente alto dei casi confermati sarebbero morti nel vostro Paese, aumentando il tasso rispetto agli altri Paesi”. Poi gli ospedali di Bergamo sono stati travolti dal numero dei nuovi ricoveri: “E’ a quel punto che si e’ dovuto comprendere che a causa di questo sovraccarico sono morti ancora piu’ pazienti da Covid di quanti ne sarebbero morti se questo sovraccarico non vi fosse stato”.

Molti, invece, si chiedono se in realta’ in Germania il numero delle vittime causate dal coronavirus non sia maggiore di quanto ritenuto finora: lo suggerisce per esempio una stima straordinaria effettuata pochi giorni fa dall’Ufficio federale per la statistica, secondo cui in Germania dalla fine di marzo agli inizi di aprile vi sono stati piu’ decessi che nella media degli anni precedenti. “No, non vi sono segnali chiari in questo senso. I dati dell’Ufficio di statistica arrivano al 5 aprile: ebbene, anche nelle fasce d’eta’ piu’ alte non vediamo nessun aumento significativo della mortalita’ complessiva, ossia determinata dalla somma di tutte le cause. Se vi fossero state molte vittime che non sono state contate tra quelle provocate da Covid-19 sarebbe dovuto crescere il numero complessivo dei decessi. Ma questo non lo vediamo”. In effetti, spiega l’economista, “dal 5 aprile in poi anche noi abbiamo dovuto piangere circa 5.000 morti da coronavirus in piu’: in poche settimane potremo contare anche questi decessi nelle statistiche ufficiali relative ai decessi complessivi”.

influenzaBackhaus contesta con forza anche quanti credono ancora che il coronavirus non sia molto peggio di una normale influenza: “Intanto sappiamo dai primi studi effettuati che il tasso di mortalita’ di tutti gli infetti molto probabilmente e’ piu’ alto per i malati da coronavirus. Quello che ancora non sappiamo e’ di quanto: e’ quattro volte piu’ alto o dieci volte? E’ una differenza gigantesca. Saranno i nuovi test sierologici ad aiutarci a fare valutazioni piu’ precise”. L’altro aspetto di valutazione, afferma il Demografo, e’ che molte piu’ persone finiscono per rimanere contagiate rispetto a quanto accade con l’influenza, “dato che contro il coronavirus non abbiamo ancora ne’ un vaccino, ne’ un’immunita’ di fondo”. In altre parole, se non contrastato, “il coronavirus al tempo stesso contagerebbe molte piu’ persone e ucciderebbe molti piu’ infetti che l’influenza”. “A costoro – ribatte concludendo Backhaus – io chiederei: quando mai e’ successo che la normale influenza ha portato al collasso degli ospedali? Quando mai la normale influenza ha portato cosi’ tanti cadaveri da non fare in tempo a seppellirli?”.