Coronavirus, l’infettivologo: “Ci sono pochi malati da curare col plasma”

"Tsunami - ha spiegato Menichetti - ci permette di non perdere tempo e di non sprecare una potenziale risorsa che è quella del plasma iperimmune"

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“C’è una relativa scarsezza di malati da arruolare. Fatta eccezione per alcune zone del nord Italia, dove ancora ci sono casi significativi, in generale c’è una flessione del covid classico, sintomatico e delle polmoniti lievi, moderate e gravi, ma questa difficoltà a trovare i pazienti è benvenuta”. Lo afferma l’infettivologo dell’Aoup, Francesco Menichetti, coordinatore scientifico della sperimentazione nazionale “Tsunami”, la cura con il plasma dei guariti sui pazienti Covid.

Tsunami – ha detto ancora Menichetti – ci permette di non perdere tempo e di non sprecare una potenziale risorsa che è quella del plasma iperimmune. Per questo noi comunque invitiamo a donarlo, così lo stocchiamo e lo congeliamo in previsione di uno scenario che potrebbe in qualche modo ripresentarsi”. E oggi tra i donatori di plasma per lo studio Tsunami c’è stato Andrea Bocelli, arrivato all’ospedale pisano accompagnato dalla moglie Veronica. Quest’ultima, si precisa dall’Aoup, “avendo avuto gravidanze, ha donato il plasma ‘normale'”: non è possibile “utilizzare il plasma iperimmune delle donne con pregressi aborti o gravidanze” .

Menichetti ha anche commentato gli eccessi della movida registrati in più città italiane lo scorso week end: “Servono comportamenti responsabili e chi li faccia rispettare, ma anche regole sulle aperture dei locali”.