L’Italia è stata il primo Paese europeo ad essere travolto dallo tsunami del coronavirus. A metà febbraio, l’epidemia è esplosa in Lombardia, mettendo in ginocchio gli ospedali e il contagio si è diffuso a macchia d’olio. Con oltre 31.000 morti, l’Italia è il secondo Paese d’Europa per numero di vittime a causa dell’epidemia, dietro solo al Regno Unito. Ma ben 15.296 vittime sono state registrate nella sola Lombardia, quasi la metà di tutte le persone che in Italia hanno perso la vita a causa del coronavirus.
Se la Lombardia fosse una nazione, si troverebbe al 6° posto per numero di vittime. La regione più colpita d’Italia, con circa 84.000 contagi finora, ha un tasso di letalità del 18,3%. Senza la Lombardia, l’Italia conterebbe 16.072 morti (tutti i dati si basano sull’ultimo aggiornamento della Protezione Civile del 14 maggio) a fronte di 139.276 contagi, per un tasso di letalità complessivo dell’11,5%. La Lombardia registra 1.529 morti per milione di abitanti, mentre per il resto d’Italia senza di lei è di 319 circa. Sulla base del numero di morti rispetto alla popolazione, la Lombardia ha il doppio dei morti del Belgio (773 morti ogni milione di abitanti).

La Lombardia è stata travolta dallo tsunami dell’epidemia e lo dimostrano i numeri impietosi. Alla luce dei “quasi 80.000 test sierologi regionali effettuati o prenotati a cittadini in quarantena fiduciaria e agli operatori sanitari, su disposizione delle ATS e delle ASST della Lombardia, fra i soggetti in quarantena la media regionale delle positività si attesta al 42,1% su 19.405 test processati, con punte del 60% nella zona di Seriate, del 55% nel bresciano e del 47% nell’area afferente all’ASST di Crema“, afferma l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. “Fra gli operatori sanitari, il numero dei casi positivi si attesta sul valore medio del 13,6% su base regionale”, aggiunge.
Altro punto cruciale, il numero di tamponi eseguiti. Il Veneto, colpito nello stesso momento della Lombardia nella zona di Vo’ Euganeo, ha eseguito finora 25 tamponi per ogni caso; in Lombardia sono appena 6 per ogni caso.
Si sente ancora parlare molto dell’eccellenza della sanità lombarda, ma i numeri dimostrano che tutto il sistema sanitario regionale ha fallito nella gestione dell’emergenza, creando una situazione senza eguali nel mondo e contribuendo pesantemente al bilancio dell’emergenza coronavirus in Italia.