“Non credo che debba esserci in questo momento, e sono sicuro che nei prossimi giorni anche qui la riserva verrà sciolta, il blocco da Regione a Regione. Non vedo dai numeri che abbiamo delle Regioni che hanno dei rischi particolari. Dobbiamo dividere l’Italia in due parti principali, c’è la Lombardia è un caso a parte, perché li è avvenuto un vero tsunami, e le altre regioni dove il virus non è arrivato e che quindi devono essere preservate da focolai che possono partire e andare, diciamo da sé, contagiando molte persone. Dai dati io mi aspettavo qualcosa di peggio, quindi, a dire il vero sono molto ottimista. Credo che andando avanti così torneremo a una vita normale, con nuove regole, ma verso il normale”. Lo ha detto ad Agenda, su Sky TG24 il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri.
“Ci vuole un criterio e razionalità“ per i test sierologici anche in forma privata e i medici del territorio “devono guidare“. Ne è convinto il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. Che chiarisce: in caso di positività a un test sierologico, “la persona deve fare il tampone e lo Stato deve provvedere ad esso. La persona risultata positiva innanzitutto deve mettersi in auto quarantena, avvertire il proprio medico di medicina generale, la Asl di riferimento”, che a sua volta darà indicazioni sul tampone.

“Il Ministero della Salute sta partendo con un’opera di test su 150.000 persone che darà un’immagine del passaggio del virus in Italia e sono state già individuate le persone che lo devono fare“, ha concluso il viceministro.
