Una delle attuali limitazioni ancora in vigore fino al 3 Giugno a causa dell’emergenza coronavirus riguarda lo spostamento tra le regioni che è, appunto, vietato. Tuttavia sono stati in molti ad opporsi: sono svariate le persone che vorrebbero avvicinarsi ai propri congiunti che si trovano in regioni differenti, e diverse le esigenze. E, per venire in contro a esse, alcune Regioni limitrofe stanno pensando di consentire lo spostamento tra i comuni limitrofi indipendentemente dalla regione: è il caso della Toscana.
“La Regione Toscana ha ascoltato il nostro appello ed ha autorizzato gli spostamenti dei cittadini tra Comuni confinanti di Regioni limitrofe. Ci auguriamo che al più presto questa decisione sia condivisa dagli altri presidenti; l’Emilia Romagna lo ha già fatto, aspettiamo Liguria, Umbria, Marche e Lazio. Solo cosi’ la norma potra’ diventare realmente operativa per le nostre comunità”. Lo afferma Giovanni Morganti, sindaco di Vernio (Prato) e primo firmatario di un appello siglato qualche giorno fa con molti altri primi cittadini, in cui si interpretavano le esigenze degli abitanti di territori di confine tra regione e regione. Spostarsi tra comuni confinanti, in regioni diverse, è una possibilità fondamentale per gli abitanti di queste aree.
“Abbiamo molte relazioni familiari (anche strette) a cavallo tra le due regioni – spiega Morganti – con situazioni che, distanziati da pochi chilometri, vedono affetti separati in due regioni diverse. Si rischia di creare nel giro di pochi chilometri, cittadini di serie A e cittadini di serie B” . L’appello mette in evidenza – chiedendo che facciano analoga cosa le altre Regioni – l’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale della Toscana N 57 del 17 Maggio, che al punto 23 delle “Disposizioni per attività specifiche” recita infatti: “A decorrere dal 18 maggio, previa comunicazione congiunta da parte dei sindaci dei Comuni tra loro confinanti ai Prefetti competenti, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della Regione Toscana, nei limiti del comune confinante, da parte di coloro che abitano in comuni collocati a confine tra Toscana e altre Regioni”.
