La fiducia è tanta in Svezia: verso le istituzioni, il governo e tra gli svedesi. Ed è stata proprio la fiducia la base della decisione del governo di non imporre un rigido lockdown per appiattire la curva dell’epidemia di coronavirus nel Paese. Il governo si è affidato al senso di responsabilità degli svedesi per stare a casa, seguire i protocolli di distanziamento sociale e lavare le mani per rallentare la diffusione del virus, senza nessun ordine obbligatorio.
E considerate le 2.679 vittime a fronte di 22.317 casi confermati, la Svezia sembra aver avuto successo nel controllare il virus rispetto a molte altre nazioni. Il tasso di mortalità della Svezia di 26 vittime ogni 100.000 abitanti è lo stesso dell’Irlanda, elogiata per il modo in cui sta gestendo la pandemia, e molto meglio di quello di Regno Unito e Francia.

Mentre altri Paesi, come l’Italia, hanno frenato tantissimo le loro economie. La Svezia ha tenuto i suoi confini aperti, ha permesso a ristoranti e bar di continuare a servire, ha lasciato asili e scuole elementari aperte, senza imporre limiti ai trasporti pubblici o alle uscite nei parchi locali. Parrucchieri, studi yoga, palestre e persino alcuni cinema sono rimasti aperti. Sono stati invece vietati gli assembramenti di oltre 50 persone, i musei sono stati chiusi e gli eventi sportivi cancellati. Alla fine di marzo, le autorità hanno vietato le visite nelle case di riposo. Non ci sono quasi per niente multe e la polizia può solo chiedere alla popolazione di seguire le regole. I pedoni con addosso le mascherine generalmente sono visti come marziani, riporta il New York Times. Nel caso in cui i locali non fossero in grado di osservare le richieste per il distanziamento sociale, non ci sono multe: vengono chiusi e potranno riaprire solo dopo aver superato un’ispezione.
L’approccio più libero della Svezia non ha completamente protetto la sua economia, principalmente perché il Paese dipende dalle esportazioni. Il ministro delle finanze Magdalena Andersson ha dichiarato che l’economia probabilmente calerà del 7% quest’anno, “ma naturalmente parrucchieri, ristoranti e hotel sono meno colpiti rispetto ad altri Paesi”.
Fin dai primi segni della pandemia, l’Autorità di Sanità Pubblica della Svezia ha deciso che un lockdown sarebbe stato inutile. “Quando entri in lockdown, è difficile uscirne. Come riapri? Quando?”, afferma l’epidemiologo Anders Tegnell. Sono stati gli scienziati come Tegnell, diventato una sorta di celebrità in Svezia, e non i politici a guidare il dibattito sulla reazione all’epidemia. I leader politici raramente partecipano alle conferenze stampa sul virus e la Costituzione Svedese impedisce al governo di intromettersi nelle questioni delle autorità amministrative indipendenti, come l’Autorità di Sanità Pubblica della Svezia.
“Pensiamo che fino al 25% delle persone a Stoccolma sia stata esposta al coronavirus ed è potenzialmente immune. Un recente sondaggio di uno degli ospedali a Stoccolma ha scoperto che il 27% del personale è immune. Crediamo che la maggior parte di loro sia immune per la trasmissione nella società, non nel posto di lavoro. Potremmo raggiungere l’immunità di gregge a Stoccolma nel giro di poche settimane”, ha proseguito Tegnell.
Ma per l’esperto, dopo la crisi, la Svezia dovrà comunque fare i conti con l’aver fallito a proteggere gli anziani di oltre 70 anni, che rappresentano un tragico 86% delle vittime del Paese. Anche se la percentuale è simile a quella della maggior parte dei Paesi, alcuni critici in Svezia hanno sostenuto che il tasso di mortalità tra gli anziani avrebbe potuto essere molto più basso con la preparazione adeguata.