Coronavirus, FOCUS sui dati di tamponi e casi positivi: al Sud il contagio è azzerato. In Calabria la situazione migliore

Coronavirus, tutti i dati su tamponi e positivi in relazione alla popolazione e ai test effettuati Regione per Regione

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Analizzando tutti i dati ufficiali forniti oggi dalla protezione civile sulla pandemia di Coronavirus in Italia (aggiornati alle ore 17 di Sabato 2 Maggio), possiamo approfondire il livello della diffusione del contagio Regione per Regione in base al numero di soggetti sottoposti a tampone rapportato alla popolazione di ogni Regione e ai casi positivi. Le Regioni che hanno fatto più tamponi in proporzione ai loro abitanti sono Valle d’Aosta, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, quelle che ne hanno fatti di meno sono invece Campania, Sardegna, Sicilia e Puglia.

In tutto il Sud sono stati fatti meno tamponi rispetto al Nord, ma questo dato va letto in proporzione alla percentuale dei casi positivi emerso rispetto alle persone testate: proprio nel Sud, infatti, la quasi totalità dei tamponi è risultata negativa, proprio perchè il virus non sta circolando in modo diffuso nella popolazione.

Il dato più importante, infatti, è la percentuale di casi positivi sulle persone sottoposte a test: in Basilicata sono state appena il 2,7%, in Calabria il 3,1%. Un abisso rispetto al 31,6% della Lombardia o al 24,4% della Liguria, eppure in Liguria è stato testato lo stesso numero di persone della Calabria.

Inoltre nel mese di Aprile i tamponi sono aumentati sensibilmente rispetto a Marzo, eppure sono diminuiti i casi positivi: sempre prendendo come riferimento la Calabria, a marzo sono state sottoposte a test in media 300 persone al giorno, con una media di 21 positivi giornalieri. Ad aprile, invece, il numero di persone sottoposte a tampone è salito a 886 al giorno, ma la media dei positivi giornalieri è scesa a 15 al giorno. Non c’è, quindi, una relazione diretta tra numero di tamponi e numero di positivi: ad un aumento di tamponi, abbiamo visto un calo dei positivi perchè evidentemente il virus stava circolando maggiormente in inverno oppure perchè in Calabria è stato limitato alle persone giunte dal Nord e ai loro contatti, da cui sono scaturiti tutti i piccoli focolai che si sono registrati nella Regione più meridionale dell’Italia peninsulare.

Questi dati confermano ancora una volta – se ce ne fosse ancora bisogno – che la pandemia di Covid-19 ha colpito in modo particolare il Nord Italia, e soprattutto il Nord/Ovest (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta), mentre scendendo verso Sud è stata via via sempre meno diffusa. Al Centro abbiamo Marche e Toscana, con dati simili a quelli del Nord/Est, e poi al Sud sempre meno casi fino a quelli di Basilicata e Calabria, le Regioni meno colpite in assoluto dove già abbiamo avuto “0 nuovi casi giornalieri” già per molti giorni.

Jole Santelli

Alla luce di questi dati si comprendono le posizioni del governatore della Regione Calabria, Jole Santelli, che ha già riaperto la Regione con un’ordinanza che consente a bar, ristoranti e pizzerie di servire i clienti nei tavoli all’aperto, mentre risulta più difficile accogliere le istanze di ripartenza delle Regioni del Nord dove invece il contagio sta continuando, di giorno in giorno, con numeri preoccupanti (oggi 533 nuovi casi in Lombardia495 in Piemonte206 in Emilia Romagna186 in Liguria e 126 in Veneto). Una gestione seria e attenta della fase 2 consiglierebbe di iniziare con le riaperture proprio dal Sud meno colpito, e mantenere ancora forti limitazioni nelle Regioni del Nord in cui il contagio è ancora diffuso.