Coronavirus, brusca frenata dei casi in Veneto: secondo Zaia “se se ne va tanto velocemente, c’è qualcosa di artificiale di mezzo”

In calo i casi di nuovi positivi al Coronavirus in Veneto, +22, e scendono anche le vittime, 2 in più da ieri sera

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In frenata i casi di nuovi positivi al Coronavirus in Veneto, +22, e scendono anche le vittime, 2 in più da ieri sera. Il totale degli infetti dall’inizio dell’epidemia sale a 18.671, quello dei morti (tra ospedali e case di riposo) a 1.643.
In calo anche i ricoveri, sia nelle terapie intensive, che nei normali reparti Covid, mentre il numero dei malati attuali ammonta a 5.877. I negativizzati virologici sono 11.151.
Ad oggi, in Veneto, abbiamo effettuato 432.114 tamponi, 10 mila in più rispetto a ieri“, ha precisato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, nel corso del quotidiano punto stampa sull’emergenza Coronavirus, presso la sede della Protezione Civile di Marghera.
Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano di commentare quanto dichiarato nelle ultime ore da Giuseppe Remuzzi, direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri” sulla perdita di forza del virus, Zaia ha dichiarato: “Se perde forza, vuol dire che è artificiale, questa cosa farà arrabbiare qualcuno. “Sono d’accordo con Remuzzi. Se se ne va tanto velocemente, secondo me, c’è però qualcosa di artificiale di mezzo“. “Un virus in natura non perde forza con questa velocità“.
Notiamo che la fase endemica, quella del contagio forte è meno importante, meno rappresentata oggi. Sarà la temperatura, sarà che il virus si è spompato, magari se ne andrà definitivamente e così non avremo la recidiva autunnale. E’ la mia personale opinione, ma non di scienziato“.

Coronavirus, il direttore del Mario Negri: “La malattia ora sembra completamente diversa”

Giuseppe Remuzzi“I malati di Coronavirus di adesso sono completamente diversi da quelli di tre o quattro settimane fa, continuano a diminuire le terapie intensive e i ricoveri nei reparti normali. Prima arrivavano nei pronto soccorso 80 persone tutte con delle difficoltà respiratorie gravi, oggi ne arrivano dieci e otto le puoi mandare a casa. La situazione è cambiata ovunque, non solo a Bergamo e a Milano, ma anche a Roma e Napoli“: lo ha affermato Giuseppe Remuzzi in un intervento alla trasmissione Piazza Pulita, che il quotidiano Libero oggi riprende sulle sue pagine.

Il direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Giuseppe Remuzzi precisa di non sapere “se è il virus è mutato o se a essere cambiata è la carica virale di ogni paziente, l’unica cosa che posso dire è che sembra di essere di fronte a una malattia molto diversa da quella che ha messo in crisi le nostre strutture all’inizio della pandemia”.

“Le persone contagiate – continua Remuzzi – oggi stanno decisamente meglio rispetto a quelle infettate due mesi fa” e propone la strada alternativa che parte dal plasma dei “guariti” dal quale creare gli anticorpi da iniettare nelle persone malate per farle a loro volta “guarire.

Io sono molto ottimista sul fatto che il plasma funzioni – spiega il direttore del Mario Negri -. Noi abbiamo utilizzato un sistema innovativo che preleva dal plasma solo gli anticorpi che vanno poi iniettati negli ammalati… ma è meglio non parlare dei risultati fino a quando lo studio non sarà concluso. Terminiamo la sperimentazione e solo allora, quando, come io penso, i test ci diranno che il plasma funziona, potremo pensare a renderlo accessibile a tutti”.  “La nostra sperimentazione sarebbe un passo avanti – continua Remuzzi – per arrivare a costruire gli anticorpi in laboratorio. Ci sono già diverse compagnie che ci stanno lavorando e sono molto avanti. Ci arriveranno presto, secondo me prima del vaccino, e in quel caso saremmo realmente davanti a un uovo di Colombo perché non sarà più necessario avere un donatore”.