Andava in giro con la sua auto a Ravanusa (Agrigento) e col megafono diceva che la pandemia di coronavirus non esiste e che la gente doveva uscire e ricominciare a vivere. Per questo Dario Musso, 33 anni, il 2 maggio scorso e’ stato fermato dai carabinieri e vigili urbani e alla presenza dei medici, il cui intervento era stato chiesto dalle forze dell’ordine, è stato gettato a terra, bloccato mettendogli le gambe sulla schiena, sedato e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio che poi è stato convalidato dal sindaco Carmelo D’Angelo.

“Le immagini – dice una nota del garante – delineano una situazione quantomeno irrituale, essendo stata la persona atterrata prona sull’asfalto dagli agenti intervenuti, poi ammanettata e sedata in loco con una iniezione farmacologica”. Il fratello di Dario l’avvocato Lillo Musso chiede se “si può disporre un tso per un’opinione politica” e su Fb racconta che “il fratello sta male e dopo essere tornato a casa per fare le analisi ha urinato sangue e il padre ha difficoltà a ottenere la cartella clinica”.
Il Garante nazionale ha chiesto informazioni sulle “persone che hanno operato (il Corpo di appartenenza degli agenti e l’Azienda sanitaria da cui gli operatori sanitari dipendono) e di conoscere gli elementi che hanno indotto all’avvio della procedura; gli estremi della convalida del provvedimento di Tso da parte del Giudice tutelare; i tempi intercorsi tra la disposizione del Tso stesso e la sua convalida; la durata del trattamento”. Ascoltato l’audio della telefonata tra Musso e i propri congiunti il Garante ha richiesto un chiarimento all’autorita’ sanitaria sull’impiego della contenzione meccanica, le terapie in essere e le condizioni attuali della persona.