Coronavirus, “i bambini sono meno portatori e meno contagiati, chiusura delle scuole poco efficace nelle epidemie passate”: il ritorno sui banchi all’estero

"Le revisioni sistematiche condotte finora sono rassicuranti e suggeriscono che i bambini asintomatici trasmettano l’infezione con bassissima probabilità"

L’emergenza coronavirus in Italia ha portato alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, che non riapriranno fino a settembre prossimo. Ma come si stanno comportando gli altri Paesi del mondo? E quali sono i rischi reali legati al contagio per quanto riguarda i bambini? In un post su Facebook (l’ormai nota “Pillola di Ottimismo“), il virologo Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, ha riportato l’analisi di alcuni esperti sul tema COVID-19 e scuola. Ecco cosa ha scritto:

IL PUNTO SU COVID-19 e SCUOLA

Articolo del gruppo PDO (Pillole di Ottimismo) con:
Raffaella Buscemi (Chimico, RSPP e Formatrice per la Sicurezza sul Lavoro),
Margherita Carletti (Biomatematica, Università degli Studi di Urbino C. Bo),
Domenico Maria Cavallo (Professore Ordinario di Medicina del Lavoro, Università degli Studi dell’Insubria);
Marilena Falcone (Ingegnere);
Sara Gandini (Epidemiologa Biostatistica, IEO);
Maria Luisa Sacchi (Ingegnere elettronico, MBA)
Stefano Tasca (Pediatra Neonatologo, Casa di Cura Città di Roma – U.O.)

PREMESSA

Come evidenziato dalle associazioni dei Pediatri di ogni nazione, il lockdown con conseguente chiusura di asili e scuole per lungo tempo, ha fatto emergere, oltre a un inevitabile ritardo didattico, manifestazioni di disagio psicologico preoccupanti, effetto della prolungata mancanza di occasioni educative e di tempi adeguati di socializzazione [1].
Secondo l’American Academy of Pediatrics [2] il ritorno a scuola è necessario per lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dei bambini e dei ragazzi, per attenuare, se non eliminare, le differenze socio-economiche dell’ambiente di provenienza ed evitare l’enorme disparità di accesso alle metodiche di didattica a distanza tra gli alunni, in modo particolare per gli alunni con disabilità.

COVID-19: INFETTIVITA’ E TRASMISSIVITA’ IN BAMBINI E RAGAZZI

 

coronavirus scuolaGli studi sulla possibilità di infettarsi e di trasmettere l’infezione da SARS-CoV-2 da parte dei bambini e ragazzi sono ancora in evoluzione in tutto il mondo sebbene sia ormai noto che essi rappresentino una percentuale molto bassa dei casi documentati di COVID-19.
Le revisioni sistematiche condotte finora sono rassicuranti e suggeriscono che i bambini asintomatici trasmettano l’infezione con bassissima probabilità e che l’efficacia della chiusura delle scuole nel contenimento del contagio durante epidemie pregresse da Coronavirus (SARS, MERS) e in quella da SARS-CoV-2 è molto bassa. Per una bibliografia dettagliata, rimandiamo alla Pillola sui bambini di Sara Gandini, apparsa il 28 maggio scorso.
Recentemente è stato condotto uno studio, diretto dal Prof. Robert Cohen, infettivologo pediatrico presso l’ospedale di Créteil e vicepresidente della Società pediatrica francese nella regione di Parigi, da 27 pediatri di città su 605 bambini, molti dei quali di età inferiore agli 11 anni e con o senza sintomi [3]. Cohen ha affermato che ora “sappiamo che i bambini sono meno portatori, sono meno contagiati”, sottolineando inoltre che i bambini sono meno pericolosi per i loro nonni rispetto ai loro genitori. “In una regione fortemente colpita dall’epidemia come la regione dell’Ile de France, pochissimi bambini (1,8%) sono risultati positivi” al test virologico, scrivono gli autori. “Ma il tasso di bambini che sono risultati positivi al test sierologico è risultato più alto“, con il 10,7%. Dei 65 bambini che sono risultati positivi, l’87,3% aveva avuto un contatto confermato o sospetto con il Covid-19 in famiglia, di solito un adulto. Di fatto, il numero di fratelli e sorelle nella famiglia non ha aumentato significativamente la probabilità di un risultato positivo al test virologico o sierologico, notano gli autori. Lo studio certamente ha dei limiti, sottolinea Cohen, come la probabile sopravvalutazione del contagio all’interno della famiglia a causa del lockdown ben rispettato in Francia e la possibile sovrarappresentazione delle famiglie già colpite da Covid-19 “più propense a consultare un medico e ad accettare di partecipare allo studio”.

Il rischio comunque non è nullo, l’evidenza scientifica sta evolvendo velocemente e bisogna tenere conto delle paure di insegnanti e personale scolastico. Allo stato attuale delle evidenze scientifiche, risulta dunque fondamentale che gli stati si dotino di un piano che possa evolvere con l’andamento degli studi su Covid-19 e bambini e che sia flessibile, capace cioè di adattarsi velocemente alle nuove conoscenze e agli eventi. Riportiamo ad esempio uno studio annunciato dal National Institutes of Health, lo Human Epidemiology and Response to Sars-CoV 2 (Heros), che studierà i “pattern” di trasmissione del virus seguendo 2000 famiglie per sei mesi per capire anche meglio il ruolo del bambino nella trasmissione o sviluppo del virus [4].

COSA STA SUCCEDENDO ALL’ESTERO

coronavirus scuolaConsideriamo ora e confrontiamo tra loro le misure adottate dai paesi stranieri nei quali le scuole hanno già riaperto. In una tabella fornita da ISC Research [5] vengono indicate le situazioni attuali delle scuole in vari paesi stranieri (update, 1 giugno). Alcune non hanno mai chiuso, altre hanno appena riaperto anche solo parzialmente, altre riapriranno a settembre. La situazione in generale sembra sotto controllo e il trend dei casi è rimasto negativo in tutti i Paesi.

Molte scuole hanno messo in atto una serie di precauzioni per ridurre il rischio. Alcune, come quelle in Danimarca, hanno scelto di imporre regole più blande che non prevedono mascherine per i bambini pur preservando il distanziamento sociale.

In Austria le scuole hanno riaperto con un piano graduale in tre fasi (a seconda del tipo di scuola) e a giorni alterni in modo da coprire un totale di 5 giorni completi nell’arco di due settimane. Da inizio giugno tutte le attività sportive sono state riaperte. Mascherina obbligatoria e disinfettante all’entrata. [6]

In Inghilterra dal 1 giugno hanno riaperto le scuole primarie, il 15 giugno apriranno anche tutte le altre. Non è raccomandato l’uso di mascherine sia per studenti che insegnanti. Viene incoraggiato comunque il distanziamento sociale dalla scuola elementare in su e i piccoli gruppi di bambini/classi dimezzate. Ripensare molte lezioni all’aperto. Meno spostamento di insegnanti possibile, accurata e frequente igiene della scuola e personale, ‘contact tracing’, non è richiesta la misura della temperatura all’ingresso [7].

In Svizzera le scuole dal nido alla fine dell’obbligo scolastico (IV media) hanno sempre offerto servizio di accudimento per bambini e ragazzi i cui genitori lavorassero entrambi fuori casa; a partire dall’11 maggio sono riprese le attività didattiche in presenza, con regole molto diverse da Cantone a Cantone: i cantoni francofoni e il Ticino, colpiti più duramente dalla pandemia, hanno affrontato la fase 2 con più cautela rispetto alla Svizzera tedesca. In generale la mascherina è a disposizione ma non obbligatoria per il personale, e facoltativa ma non raccomandata per gli allievi; per consentire il distanziamento, in molti cantoni la presenza degli allievi è stata distribuita su due turni, e si è cercato di evitare il più possibile il contatto tra alunni di classi diverse, scaglionando gli ingressi e individuando orari e/o aree dedicate per la ricreazione di ogni classe. Grande attenzione all’igiene della scuola e personale: si raccomanda lavaggio frequente delle mani e uso del disinfettante ove non sia disponibile acqua corrente in classe; la condivisione di oggetti e materiali è vietata per quanto possibile, e dove necessaria fatta precedere da disinfezione a cura dell’insegnante. La maggior parte dei Cantoni hanno eliminato la turnazione già dopo i primi giorni o settimane; in Canton Ticino si prevede di mantenere le modalità attuali fino alla fine dell’anno scolastico (19 giugno) [8].

In Olanda hanno già riaperto le scuole primarie con classi ridotte a metà. Da notare che le scuole hanno riaperto prima delle palestre. Vengono utilizzati dei divisori di plexiglass tra un banco e l’altro. Si utilizzano percorsi unici ma il distanziamento sociale dei bambini non è previsto in modo obbligatorio per i bambini della scuola primaria, maggiormente consigliato per i più grandi, la pulizia e igiene personale sì [9].

In Germania alcune scuole effettuano il test due volte a settimana agli studenti (Liceo di Neustrelitz) [10]. Sono proprio i licei ad essere stati riaperti per primi. Nonostante la libertà sia lasciata individualmente alle singole scuole le precauzioni minime sono il distanziamento dei banchi, il lavaggio frequente delle mani. Le maschere sono obbligatorie nella maggior parte delle scuole. Sono anche adottate classi con un numero ridotto di studenti.

Parlando di strategia di riapertura, nello studio del Learning Policy Institute (Palo Alto, California) di cui si riporta la tabella qui sotto [11], si fa riferimento ai Paesi che avevano riaperto le scuole (al 6 aprile scorso) secondo una ben documentata strategia. Alcune scuole hanno dato come opzionale il ritorno a scuola degli studenti in questa prima fase e alcune prospettano la possibilità di lasciarlo opzionale anche in autunno, ovviamente fornendo metodi alternativi di fruizione delle lezioni, anche se dobbiamo dire che la cosiddetta Didattica a Distanza (DAD) in Italia è stata molto criticata sia dagli insegnanti [12, 13] che dai genitori [14].

Si noti come alcune precauzioni sono comuni o simili in tutte le linee guida, anche se a volte implementate in modo diverso. Le riassumiamo a completamento dell’analisi. Seguiranno PILLOLE SPECIFICHE su alcuni di questi temi redatte da esperti nel campo:

? Controllo della temperatura all’ingresso (Singapore consiglia un controllo due volte al giorno). Viene anche richiesto un report dei contatti ed eventuali viaggi all’estero.
? Gestione dei sintomi se rilevati: in alcuni Paesi/scuole il bambino viene rimandato subito a casa in quarantena ai primi sintomi, in alcuni paesi può tornare dopo 48 ore se non in contatto con qualche malato di COVID.
? Direttive per le pulizie generali della scuola: pulizie frequenti durante la giornata anche fatte dagli stessi studenti (Norvegia e Singapore); uso di ventilazione speciale e finestre aperte per far circolare l’aria; molti paesi asiatici provvedono anche a disinfettare le aree comuni.
? “Distanziamento sociale”: su questo aspetto varie sono le soluzioni adottate: classi ridotte a meno che le stanze non siano grandi; studenti divisi in piccoli gruppi; alternanza mattino/pomeriggio o giorni diversi o sistema ibrido metà online e metà a scuola (questo punto pone, naturalmente, criticità per i genitori che lavorano); scrivanie con divisori di plastica trasparente (Cina e Taiwan); utilizzo di aree comuni ed esterne per la didattica; pranzi con posti distanti e maggior monitoraggio da parte degli adulti; pranzo personale, “lunch box”, portato da casa (nei paesi anglosassoni è già così normalmente); alcune scuole eliminano gli sport, altre prediligono gli spazi esterni e i piccoli gruppi che si alternano nelle varie aree esterne o interne. Appare evidente, quantomeno per alcune di queste raccomandazioni, l’oggettiva complessità applicativa e, a volte, persino l’irrealizzabilità nel contesto infrastrutturale scolastico italiano.
? Procedure di arrivo: ingressi scaglionati, genitori non ammessi nella scuola, percorsi designati all’interno per evitare flussi contrari nello stesso corridoio.
? Igiene:
? Mascherine per gli studenti (per il corpo docente sono sempre obbligatorie nei Paesi analizzati): in Cina e Taiwan sono obbligatorie rispettivamente dai 3 anni e 5 anni (fornite gratuitamente dal governo) quando non si può tenere la distanza sociale. Sono obbligatorie anche in Germania, Belgio e Spagna e secondo le attuali indicazioni del Center for Disease Control and Prevention (CDC) anche in America dai 6 anni in su dove non si possa implementare il distanziamento sociale [15]. In Danimarca, Svizzera, Regno Unito, Francia, Olanda e Norvegia non sono richieste. In Austria sono obbligatorie solo nell’entrata e uscita da scuola. In Svizzera non sono obbligatorie neanche per i docenti.
? Lavaggio delle mani: ogni 2 ore dappertutto. Su questo punto sembra esserci coesione nelle direttive.

Anche le misure consigliate dalla World Health Organization risultano molto simili a quanto descritto sopra [16].

Il Center for Disease Control and Prevention (CDC) americano raccomanda l’uso delle mascherine in cotone nelle situazioni in cui non si riesce a mantenere la distanza 6 piedi (circa 2 metri) [15]. Alcune scuole suggeriscono per il corpo docente l’uso di mascherine con una porzione trasparente davanti alla bocca per l’importanza, soprattutto negli asili, di comunicare ai bambini attraverso le espressioni del viso.

CONCLUSIONI

A seguito della pandemia da SARS-CoV-2 gli Stati si sono attrezzati con Comitati Tecnico- Scientifici e Task Force che, sulla base di evidenze scientifiche e dei dati sulla popolazione scolastica, fornissero linee guida per la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado. È del 1 giugno il contributo per gli Stati Uniti di Morphew and Sharfstein [17] che riprende le indicazioni fornite dal gruppo della Johns Hopkins [18]. Gli autori riconoscono che per riaprire con successo e in modo sicuro le scuole sono necessari ingenti risorse e personale.
Il CTS italiano, lo scorso 28 maggio, ha prodotto il documento contenente le linee guida per il rientro a scuola a settembre 2020 [19]. Dal sito del MIUR si evidenziano dettagli circa il distanziamento differenziato a seconda della destinazione d’uso dei locali scolastici così come pure si definiscono azioni e procedure da porre in essere nelle diverse condizioni verificate. In particolare segnaliamo: “Nel rispetto delle indicazioni sul distanziamento fisico, la gestione degli alunni con disabilità certificata dovrà essere pianificata anche in riferimento alla numerosità, alla tipologia di disabilità, alle risorse professionali specificatamente dedicate, garantendo in via prioritaria la didattica in presenza. Si ricorda che, in coerenza con il DPCM 17 maggio sopra riportato, non sono soggetti all’obbligo di utilizzo della mascherina gli studenti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.”

Concludiamo segnalando le considerazioni pubblicate dal Dott. Claudio Marabotti e i suoi colleghi il 6 giugno [20] e riprendendo le parole di Alberto Pellai [20], medico e psicoterapeuta, che auspica una scuola in presenza e senza plexiglass, aggiungendo che “La scuola in Italia non ha mai rappresentato la priorità di nessun governo degli ultimi 30 anni. E più volte, sia noi genitori sia i docenti stessi, ne abbiamo toccato con mano le amare conseguenze.” E con Pellai invitiamo a considerare la scuola tra le priorità a cui destinare i finanziamenti europei: “una quota di quel tesoretto potrebbe servire a fare ciò che negli ultimi 30 anni nessuno ha fatto: dare nuove risorse al sistema scuola”.”

BIBLIOGRAFIA

[1] https://acp.it/…/…/download/Quaderni_acp_2020_272_PE_am1.pdf

[2] https://services.aap.org/…/covid-19-planning-consideration…/

[3] http://www.rfi.fr/…/20200604-french-covid-19-study-finds-ch…

[4] https://www.nih.gov/…/study-determine-incidence-novel-coron…

[5] https://www.iscresearch.com/cornavirus-covid-19-update)

[6] https://www.republicworld.com/…/austria-to-reopen-schools-i…

[7] https://www.gov.uk/…/coronavirus-covid-19-implementing-prot…

[8] https://menafn.com/…/No-unified-plan-for-re-opening-Swiss-s…

https://www.swissinfo.ch/…/coronavirus–scuole-ria…/45729036

https://www4.ti.ch/…/2020.04.30_COVID-19_Direttive_DECS_Ria…

[9] https://www.rijksoverheid.nl/…/ouders-scholieren-en-…/ouders

[10] https://www.nytimes.com/…/europe/reopen-schools-germany.html

[11] https://learningpolicyinstitute.org/…/reopening-schools-cov…

[12] https://www.ilfattoquotidiano.it/…/coronavirus-le-…/5782605/

[13] https://www.internazionale.it/…/…/scuola-coronavirus-lezioni

[14] https://www.oggiscuola.com/…/cara-ministra-cambi-registro-…/

[15] https://www.cdc.gov/…/commun…/schools-childcare/schools.html

[16] https://www.who.int/…/considerations-for-school-related-pub…

[17] https://jamanetwork.com/…/fullarti…/10.1001/jama.2020.10175…

[18]Cicero A, Potter C, Kirk Sell T, Rivers C, Scoch-Spana M. Filling in the blanks: national research needs to guide decisions about reopening schools in the United States., 2020. https://www.centerforhealthsecurity.org/…/200515-reopening-…

[19] https://www.miur.gov.it/…/8d3ca845-d7a7-d691-ec78-1c1ac5e5d…

[20] https://www.facebook.com/claudio.marabotti/posts/10215697453524503

[21] https://www.facebook.com/607285592681142/posts/3073658642710479/?d=n